Lunedì 21 il cardinale Dionigi Tettamanzi ha benedetto la prima pietra della nascente parrocchia "Se�or de la Resurrecion"

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Redazione Diocesi

22/07/2008

di don Umberto BORDONI

Barranca, 50 chilometri a nord di Huacho, sempre sulla costa, è la seconda città della diocesi: 60.000 abitanti e fino allo scorso dicembre un’unica parrocchia. Ora una "fraternita’" fidei donum ha dato inizio alla fondazione di una nuova parrocchia come divisione dalla Chiesa madre. La fraternità, che condivide la cura pastorale e la vita quotidiana, è composta da un sacerdote e da una giovane coppia con il piccolo Francesco, il figlio di soli quattro mesi nato qui in Perù.

La panamericana da Huacho, attraversando alcuni pueblos, conduce abbastanza agevolmente all’abitato di Barranca. Il rito ha subito inizio nella Cappella del Senor de L’Amo, un ampio spazio – l’unico oggi disponibile per la parrocchia – coperto di stuoie e dedicato alla Signoria di Cristo. Il vescovo ha deciso di cambiarne il nome, che e’ poi anche quello della parrocchia, in "Señor de la Resurrecion": non c’e’ altra signoria di Cristo se non quella che dona vita in pienezza. Questa mattina, in una buca scavata nel pavimento sterrato della cappella, si benedice e posa la prima pietra della nuova chiesa.

Il Cardinale Dionigi Tettamanzi ne parla come di un avvenimento insieme religioso e civile. Religioso perchè ricorda che la vera pietra della nostra vita e’ il Signore Gesù crocifisso e risorto; ma anche civile, perchè la parrocchia vuole porsi a servizio degli uomini, a difesa dei loro diritti e della dignità della loro vita,  scuola di educazione alla solidarietà e alla libertà e ancor più come luogo di salvezza, comunità accogliente, casa di speranza.

Un anziano muratore copre di cemento la pietra benedetta e la scatola di plastica che custodisce le firme dei testimoni e le immagini di alcuni santi – anche i nostri san Carlo e sant’Ambrogio -, poi il sindaco, armato di martello, aggiunge la benedizione laica rompendo la bottiglia di champagne.
La processione si avvia per le vie della città fino alla piazza del campo sportivo. Parecchie centinaia di persone partecipano alla Messa, celebrata all’aperto sul palco adibito per l’occasione. Tutto il Decanato Norte, con i sacerdoti e una folta rappresentanza di laici da ogni parrocchia, si stringe in preghiera attorno ai nuovi "parrocchiani" della Resurrezione, quasi a volerli incoraggiare e sostenere: si respira aria di comunione.

La parola "missione" continua a rincorrersi nella riflessione del Cardinale, negli striscioni per il giubileo della Diocesi, come anche nel saluto del Vescovo e del parroco della chiesa madre: quasi a rendere incandescente la consapevolezza già viva, in un contesto disagiato in cui sono pochissimi i credenti che partecipano alla vita della comunita’ cristiana, di essere mandati a portare il fuoco del Vangelo.
Come emerge anche nell’incontro serale con i membri del consiglio pastorale parrocchiale, ogni quartiere  della vasta parrocchia è animato da una comunità cristiana che non solo si raduna nella propria cappella per momenti di formazione e preghiera, ma cura anche di mandare laici preparati a girare di casa in casa per incontrare le famiglie, offrire aiuto concreto e avviare nuovi cammini di condivisione.

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