Nella parrocchia di Milano continua in questi giorni la missione con i francescani aperta dal cardinale Dionigi Tettamanzi il 23 febbraio


Redazione

03/03/2008

di Luisa BOVE

Quando due anni fa don Vittorio De Paoli è diventato parroco di San Giuseppe della Pace si è reso conto subito che occorreva rilanciare la Pastorale giovanile e così ha fatto. Presto inaugurerà anche il nuovo oratorio che sorge al posto della vecchia ferrovia accanto alla Stazione di Bullona. «Venendo dalla Brianza (è stato coadiutore a Monza e a Vimercate, ndr) dove la frequenza alla messa è ancora alta – spiega il parroco -, mi ha impressionato vedere che a Milano moltissima gente non ha un riferimento con la comunità cristiana».

Così «ho sentito l’esigenza di creare un ponte con il quartiere e ho prenotato una missione popolare dai frati francescani». Inaugurata il 23 febbraio con una solenne celebrazione presieduta dall’Arcivescovo, la missione si concluderà il 9 marzo. «Pensando alla società complessa e frenetica di oggi» don Vittorio ha deciso di affidarsi allo stile francescano con i suoi tre “capisaldi”: «la semplicità della vita, la gioia del Vangelo e la fraternità nelle relazioni».

Per chi già frequenta la comunità la missione punta alla formazione dei laici perché, «come dice il Convegno di Verona, siano sempre più “testimoni di Gesù Risorto”», gli appuntamenti sono quelli tradizionali: catechesi, celebrazioni, esercizi spirituali… «Ma il tentativo – spiega il parroco – è di raggiungere anche quelli che di solito non vengono in chiesa, che sono quasi l’80%». Per questo i missionari stanno girando il quartiere visitando abitazioni, negozi, uffici e locali notturni. Certo è ancora presto fare bilanci, ammette don De Paoli, «ma l’impressione è molto buona e anche tutte le celebrazioni sono frequentatissime».

Intanto sono nati anche 30 gruppi di ascolto, ognuno con 20 iscritti: le persone coinvolte (circa 600) partecipano alla catechesi in parrocchia (la prima era sulla figura di Gesù, il 3 marzo sarà sulla Chiesa), per poi confrontarsi insieme nelle case con un missionario. Il giovedì sera invece c’è la catechesi per le famiglie, distinta per fasce di età: fidanzati e chi è sposato da meno di 10 anni, coppie con un’esperienza matrimoniale più matura, separati, conviventi o risposati. «A loro consegneremo la lettera scritta dall’Arcivescovo (“Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito”, ndr) per leggerla e commentarla insieme».

Tra le iniziative che il parroco considera di “punta” c’è senz’altro la “Luce n ella notte” organizzata dai giovani insieme all’associazione “Sentinelle del mattino” di Desenzano e diffusa oggi in diverse città italiane. «L’idea è che i giovani siano evangelizzatori di altri giovani», spiega don Vittorio. In via Piero della Francesca ci sono molti locali notturni e dal giovedì al sabato le strade sono frequentate da molti ragazzi. «Per questo venerdì scorso abbiamo tenuto aperta la chiesa fino alle due di notte e un gruppo si è fermato a pregare, mentre altri giovani sono andati per le strade e nei locali a invitare i loro coetanei a entrare in chiesa».

All’ingresso potevano ritirare un foglio su cui scrivere una preghiera da portare all’altare dove avrebbero anche acceso un lumino, mentre da un cestino potevano ritirare un messaggio biblico rivolto a loro. La stessa sera erano presenti anche i volontari della Comunità Giovanni XXIII, fondata da don Benzi, esperti nella Pastorale di strada. «Da mezzanotte alle 4 del mattino con loro e con alcuni nostri giovani siamo andati in giro per incontrare prostitute e soprattutto i travestiti, che in quartiere sono tanti, e abbiamo consegnato loro il Vangelo». Invece i giovani (ex tossicodipendenti) della Comunità Cenacolo di Saluzzo sono andati alla ricerca di drogati e spacciatori per invitarli allo spettacolo con testimonianze che si è tenuto ieri sera in parrocchia.

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