Questo il tema dell'edizione 2008 dell'iniziativa promossa dagli Istituti Missionari e dai Centri Missionari Diocesani, che parte il 25 settembre per convergere, attraverso tre distinti percorsi, su Roma il 4 e 5 ottobre


Redazione

24/09/2008

di Rita SALERNO

Il tema, in concomitanza con l’Anno Paolino e con l’imminente Sinodo sulla Parola di Dio, è“Libera la parola”. Obiettivo dichiarato degli organizzatori – gli Istituti Missionari e i Centri Missionari Diocesani – è quello di mettere chi parla in condizione di ascoltare, recuperare il senso del dialogo, la bellezza della comunicazione che crea comunione, e assumersi anche la responsabilità di usare la parola per il bene comune.

Per dirla alla maniera di padre Venanzio Milani, vicario generale emerito dei Comboniani, «assumere la responsabilità di usare la parola per denunciare le ingiustizie che esistono per i cristiani e, in particolare per i missionari, e annunciare una parola che è salvezza, che è fraternità, che è giustizia; in ultima analisi, che è Cristo».

È la Carovana missionaria della pace 2008, l’iniziativa nata nel 2000 con l’obiettivo di promuovere una cultura di pace locale e globale basata sui diritti umani. Quest’anno la Carovana partirà il 25 settembre e si articolerà in tre percorsi distinti che toccheranno le grandi città del Nord, del Centro e del Sud per poi convergere a Roma il 4 e il 5 ottobre.

Una manifestazione per la gente e con la gente, per avviare un dialogo costruttivo e un confronto sincero sulla situazione del Sud del mondo. Ma anche conferenze e sit-in per convincere le persone che solo partendo dalla parola si può costruire la speranza di un mondo più giusto.

L’edizione 2008, che prenderà il via dalla valle del Vajont, fa perno sul carattere itinerante per incentivare la sensibilità sociale e per costruire reti su tematiche relative alle sfide impellenti, che hanno riflesso globale, ma anche locale, come i flussi migratori, la militarizzazione del territorio, le guerre dimenticate, le politiche di sfruttamento economico e finanziario delle risorse ambientali e del bene comune, la gestione dei rifiuti, le nuove forme di povertà e schiavitù, le mafie.

Diverse le città nelle quali la carovana farà tappa, a cominciare da Vicenza, Verona, Milano, Lecco, Brescia, Livorno, Follonica, Prato. Da notare che a sud, dove sarà riproposta la lotta alle mafie, toccherà Napoli, Caserta, Reggio Calabria, Agrigento e Palermo.

Testimonial della manifestazione saranno, tra gli altri, don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele, e padre Alex Zanotelli. Quest’ultimo, missionario comboniano vissuto per anni in Africa e oggi nel rione Sanità a Napoli, presentando l’iniziativa ha ricordato la disperata condizione di chi vive nei Paesi più poveri del pianeta.

«In questi giorni sono stato molto tormentato dai volti dei poveri e dalle loro rivolte per il cibo – ha aggiunto – da Haiti all’Egitto, dal Marocco alle Filippine, dal Pakistan al Camerun. Manca da mangiare, non perché non si produca abbastanza, ma perché, per esempio, usiamo le produzioni di cereali per ottenerne biocarburanti. Ciò crea scarsità di beni alimentari e innesca il rialzo dei prezzi. E di ciò ci accorgiamo anche noi in Italia. Di fronte a questa situazione di sofferenza che riguarda una parte consistente dell’umanità, i grandi della terra, invece di fare qualche passo in avanti per trovare una soluzione, stanno facendo enormi passi indietro. Alla base di tutto c’è l’egoismo del mondo ricco. In questo scenario sconfortante, è per me motivo di gioia e di speranza il fatto che gli Istituti Missionari italiani abbiano deciso di riprendere in mano la Carovana della pace».

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