Dal 20 al 23 settembre i seminaristi di Venegono accolti dalle famiglie della città. Il prevosto don Afker: «Vogliamo non solo proporre ai fedeli una scelta di vita, ma anche far percepire che la vocazione al sacerdozio è una scelta "normale"»


Redazione

16/09/2008

di Enrico VIGANÒ

«La vocazione è una chiamata del Signore all’amore, si realizza in diverse scelte di vita, come quella di amare una persona, ma anche quella di abbracciare il sacerdozio o la vita religiosa. Farsi prete o religiosi èuna scelta normale, non da extraterrestri». Don Giovanni Afker, parroco della comunità pastorale S. Eufemia di Erba, così sintetizza le finalità della Missione vocazionale in programma dal 20 al 23 settembre.

Una quattro-giorni intensa che vedrà nelle sette parrocchie di Erba e in quella di Pontelambro la presenza di 66 seminaristi del Quadriennio di teologia del Seminario di Venegono Inferiore. È la prima volta che nella III Zona pastorale si promuove una simile iniziativa. La Missione, che viene a coincidere con la Giornata per il Seminario (domenica 21 settembre), avrà come tema le parole di San Pietro a Gesù: «Sulla tua parola getterò le reti». «Gettare le reti anche quando per tutta la notte non si è pescato nulla – spiega don Luigi Pisoni, vicario della comunità pastorale S. Eufemia – è fidarsi di Gesù, è accogliere la sua Parola quando chiama».

«Con la Missione vocazionale – spiega don Afker, attualmente anche “facente funzioni” di decano di Erba – vogliamo non solo proporre ai fedeli delle parrocchie coinvolte una scelta di vita, ma anche far percepire che la vocazione al sacerdozio è una scelta “normale”, non da “marziani”. Occorre cambiare una mentalità ormai diffusa secondo cui la vocazione sacerdotale o religiosa di un figlio o di una figlia sia una sventura per una famiglia. I genitori sognano per loro il matrimonio, la carriera, un buon posto di lavoro, e quando invece manifestano il desiderio di farsi sacerdote o suora, si irrigidiscono e non vedono nella vocazione una scelta affascinante e attraente. Il prete non è un uomo fallito, ma una persona che ha realizzato se stessa perché ha donato la vita a servizio di Dio e dei fratelli».

Durante la Missione, i 66 seminaristi saranno ospitati da altrettante famiglie di Erba e Pontelambro: «In queste famiglie – dice ancora don Afker – i seminaristi si presenteranno nella loro normalità di esseri umani, che hanno fatto una scelta per Dio, e nel contempo vivranno la vita familiare nella sua normalità, con i problemi di tutti i giorni».

«Ospitare un giovane che si prepara al sacerdozio sarà sicuramente un’esperienza arricchente per tutti noi – afferma Simona, mamma con due figli di 6 e 12 anni – e un’occasione di crescita per la mia fede e per quella di mio marito Fabrizio. I nostri figli potranno condividere situazioni della giornata con un giovane che ha fatto una scelta diversa. Non pretendo per questo che da grande uno dei miei figli diventi prete…». E se dovesse succedere? «Certamente sarei contenta. I preti di oggi fanno la differenza, hanno una notevole forza d’animo. Sarebbe una scelta avvincente».

Cinzia e Alberto, genitori di un adolescente di 15 anni e di una ragazza di 11, ospiteranno non uno, ma due seminaristi: «Sarà positivo per noi, ma anche per i seminaristi: avranno l’occasione di stare in una famiglia e viverne gioie e ansie quotidiane. Sarà un incontro fraterno e di confronto. Se poi un domani uno dei nostri figli abbraccerà la vita religiosa, non ci opporremo: ciò che più importa è che si sentano realizzati».

Per Paola e Carlo «avere in famiglia un seminarista sarà un’esperienza nuova. I nostri figli (due maschi e due femmine, l’ultima di soli due mesi) potranno essere contagiati positivamente dal suo entusiasmo, dalla sua carica umana e potranno avere risposte su Gesù. Un domani, chissà se qualcuno seguirà la stessa strada… Intanto noi genitori seminiamo. È poi il Signore che pensa a tutto».

Con la Missione inizierà anche un percorso vocazionale che si snoderà per tutto l’anno pastorale con diversi momenti “forti”: le celebrazioni del decennio di sacerdozio di don Paolo Baruffini e della professione perpetua di suor Maria Luisa Caruso della Congregazione di Santa Giovanna Antida (entrambi nativi di Erba). L’équipe vocazionale del Seminario di Venegono seguirà per tutto l’anno i ragazzi che si prepareranno alla cresima. Ma la cerimonia più significativa sarà la Veglia vocazionale diocesana, che quest’anno si svolgerà a Erba, venerdì 8 maggio, presieduta dal cardinale Tettamanzi.

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