Sabato 11 ottobre l'incontro diocesano in Duomo con il rito presieduto dall'Arcivescovo. Ma tutte le figure educative sono chiamate a rinnovare il loro impegno nelle rispettive comunità


Redazione

06/10/2008

Sabato 11 ottobre, alle 15,30 nel Duomo di Milano, si terrà l’incontro diocesano dei catechisti con il Rito del Mandato presieduto dall’Arcivescovo.

Questa celebrazione esprime in modo singolare la dimensione ecclesiale del ministero catechistico, che è sempre svolto in modo congiunto da laici, consacrati e preti, in comunione con il Vescovo, primo catechista della Chiesa diocesana. Il Mandato non è un atto formale in cui essere spettatori passivi di una cerimonia, ma il momento della chiamata a diventare attori creativi e credibili della propria fede: l’incontro con il Signore attraverso la Parola e l’Eucaristia non può rimanere esperienza personale, ma deve rendere capaci i catechisti di incontrare in modo aperto e attento i ragazzi che vengono loro affidati.

Il conferimento del Mandato ai catechisti, da parte dell’Arcivescovo, giunge al culmine del cammino formativo della “Quattro giorni catechisti”, l’annuale proposta della diocesi di inizio anno pastorale, aperta anche a insegnanti di religione, responsabili ed educatori in oratorio, operatori di pastorale battesimale. Sono stati più di 4.700 i partecipanti all’iniziativa, curata dai Servizi per la Catechesi e per l’Irc, con Fom e Ac, che si è svolta in 13 sedi nelle 7 zone pastorali, sul tema “Spiegò loro le Scritture”.

Oltre al rito tenuto in Duomo, momento essenziale per il catechista, anche nelle parrocchie si celebra il Mandato educativo, per significare che è tutta la comunità cristiana a nominare i suoi educatori: animatori, catechisti, allenatori, altre figure educative. La celebrazione del Mandato nelle parrocchie è vissuta in diverse forme, normalmente in un apposito momento di preghiera o durante la celebrazione eucaristica domenicale. Considerata l’attenzione del Percorso pastorale nei confronti della famiglia, anche ai genitori presenti al rito è chiesto di rinnovare il loro impegno educativo.

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