Martedì 16 il cardinale Tettamanzi ha incontrato i seminaristi e, nel pomeriggio, la gente di Huacho: donne, bambini, lavoratori, stretti intorno a lui per la messa

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Redazione Diocesi

17/07/2008

di don Umberto BORDONI

Un incontro particolarmente vivace e sentito con i seminaristi della diocesi ha aperto la giornata di martedi’.
Il Cardinale ha voluto iniziare il confronto presentando il Seminario come una comunita’ di persone, costruita anzitutto sul dialogo. Certamente quello fraterno, basato sul rispetto, sulla stima vicendevole, sulla franchezza dei rapporti, ma in primo luogo quello con il Signore. Nel dialogo con Cristo, che e’ vivente, sperimentabile e incontrabile, puo’ crescere una autentica vita di preghiera e un grande amore per la chiesa locale. L’obiettivo del seminario, ha proseguito l’Arcivescovo, e’ la formazione del cuore, del carattere e della mente perche’ il sacerdote possa efficacemente testimoniare la fede.
Per questo ha invitato i seminaristi a valorizzare la ragione umana, attraverso lo studio teologico, per imparare a coniugare la fede cristiana con la cultura contemporanea, e ad avere una grande fiducia nei propri formatori.

Le molte domande dei seminaristi hanno offerto al Cardinale l’occasione per raccontare qualche passaggio del proprio cammino vocazionale, ricordare con stima e affetto la figura di Paolo VI - l’Arcivescovo che nel 57 lo ordino’ prete -, esortare i giovani chierici, di fronte alle inevitabili difficolta’del cammino, a conservare un senso di grande serenita’ e fiducia; ringraziare il Signore per l’immeritato e bellissimo dono del sacerdozio, in particolare per la gioia quotidiana di poter celebrare l’eucaristia per il popolo di Dio.
Non conta, ha concluso l’Arcivescovo raccogliendo un forte applauso, essere vescovo, cardinale e nemmeno Papa, conta essere sacerdote, essere vero sacerdote. Terminato il dialogo il Cardinale ha benedetto e inaugurato, con un solenne rito, il nuovo Seminario minore dedicato a San Jose’ Marello.  

Attorniato e quasi custodito dai seminaristi l’Arcivescovo ha attraversato due ali di folla per recarsi a piedi presso il vicino Santuario della Vergine del Carmelo. Lungo la strada, come e’ uso, ecco bambini in fasce sollevati e offerti all’abbraccio del Cardinale, e poi donne allungarsi a lambire e accarezzare le sue vesti,  e tutti a presentare la fronte o qualche immagine sacra appena comprata per chiedere il dono di una benedizione.
Contatto umano e divino insieme. Tanta miseria nei volti, e come il desiderio di sapere e di sentire che Dio c’e’ e ha una parola di bene.  In ginocchio di fronte all’immagine della Madonna cosi’ venerata in tutto il Peru’ l’Arcivescovo si e’ fermato in silenziosa preghiera.
Alle dodici e’ iniziata la celebrazione della Messa, non nel Santuario, eretto sulla riva del fiume e troppo piccolo per le quattromila e piu’ persone giunte da ogni dove, ma sullo spiazzo vicino, costeggiato dalla strada panamericana, densa di traffico e di umanita’: pulmini pubblici stipati di viaggiatori, carri agricoli, corriere scolastiche e autocarri intercontinentali, improbabili taxi monoclindro e qualche ostentato fuoristrada.

Lo scorrere della vita e il fermarsi della preghiera. L’uno di fianco all’altro. E sulla collina le baracche polverose degli insediamenti piu’ poveri della citta’. Quale posto piu’ degno per invocare la Vergine del Carmelo? La folla, in piedi, raccolta e compresa nel rito ha partecipato con commozione alla Messa, quasi incurante del moto altalenante e rumoroso del traffico. Molti hanno seguito assiepati sulla misera collina.
Davanti all’altare numerosi sacerdoti; di fianco al Cardinale il vescovo di Huacho e l’arcivescovo di Arequipa, mons. Javier Augusto del Rio, vicepresidente della Conferenza Episcopale Peruana. La celebrazione si e’ conclusa con l’incoronazione della sacra immagine della Vergine del Carmelo e con la preghiera di consacrazione della Diocesi di Huacho alla sua materna protezione.

Ormai nel pomeriggio si e’ tenuto il pranzo festivo nel Seminario e poi il Cardinale ha potuto iniziare i suoi incontri con i fidei donum di Milano a partire dalla Parrocchia di Gesu’ Divin Maestro a Huacho.

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