L'Arcivescovo ha presieduto la celebrazione eucaristica a Huacho


Redazione

16/07/2008

di don Umberto BORDONI

A metà mattina di una giornata invernale insolitamente soleggiata e calda (qualcuno ha parlato dell’ estate di Dionigi…), una vera e propria folla di peruani ha accolto ufficialmente il cardinale Dionigi Tettamanzi alle porte del centro di Huacho.

I seminaristi, la banda, le confraternite in costume, i moltissimi studenti delle scuole cattoliche con la loro ordinata divisa hanno accompagnato il Cardinale, affiancato dal vescovo Antonio Santarsiero, per le vie della città fino alla piazza centrale della Cattedrale.

Sul sagrato erano in attesa il segretario della conferenza episcopale peruana, monsignor Lino Panizza, le autorità civili e tutti i sacerdoti della diocesi: insomma festa grande per i cinquant’anni di vita di una Chiesa locale che ha visto, in visita ufficiale, solo due cardinali: il cardinale Martini e ora, a rinsaldare ancor più il legame con la diocesi ambrosiana, il suo successore.

La celebrazione eucaristica si è protratta per quasi due ore, segnate dai solenni riti sacri, dai cori gioiosi dei giovani accompagnati da una piccola orchestra, e da alcuni gesti straordinari. All’inizio della celebrazione l’Arcivescovo ha benedetto il nuovo retablo della Cattedrale, in stile barocco peruano, splendidamente intagliato dagli artigiani della Operazione Mato Grosso, con la sua teoria di santi e di episodi evangelici tutta a ruotare intorno al tabernacolo e al grande crocifisso che lo sovrasta.

Dopo la comunione il Cardinale, con una suggestiva processione lunga la navata della Cattedrale, ha portato il Santissimo Sacramento in un grande ostensorio dorato nella nuova cappella dell’adorazione, ove rimarrà permanentemente esposto per l’adorazione dei fedeli.

Sull’importanza dell’eucaristia e della celebrazione della Messa, anche invocando il dono di nuove vocazioni, si è soffermato il vescovo Antonio Santarsiero nel suo discorso di ringraziamento, in cui ha idealmente ripercorso la storia della diocesi per esprimere gratitudine e lode a Dio per i moltissimi sacerdoti, missionari, movimenti e associazioni che hanno contribuito alla sua crescita e consolidamento.

A segnare l’apertura dell’anno giubilare della diocesi è stato letto il decreto della Penitenzieria apostolica in cui si concede la grazia dell’indulgenza. Molti i doni per il Cardinale, in particolare dalla Regione, dalla Provincia che gli ha conferito le chiavi e la cittadinanza onoraria di Huara (il capoluogo) e delle due università di Huacho.

La Diocesi di Huacho ha voluto offrire un pastorale intagliato in legno. Il Cardinale ha lasciato in dono alla Cattedrale la casula con cui ha presieduto la celebrazione: essa reca sul fronte Gesù buon pastore, cosi come è raffigurato nelle catacombe romane, e sul retro il suo stemma.

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