Per il cammino di preparazione al Sinodo dei Vescovi che si terrà a ottobre l'Arcivescovo Tettamanzi ha invitato l'8 gennaio a Milano il cardinale Claudio Hummes, prefetto della Congregazione del clero, a parlare a Sant'Ambrogio ai preti ambrosiani. Lo stesso incontro, promosso dalla Formazione permanente del clero, si è tenuto anche la sera al Leone XIII aperto agli operatori pastorali e ai consacrati.


Redazione

Per il cammino di preparazione al Sinodo dei Vescovi che si terrà a ottobre l’Arcivescovo Tettamanzi ha invitato l’8 gennaio a Milano il cardinale Claudio Hummes, prefetto della Congregazione del clero, a parlare a Sant’Ambrogio ai preti ambrosiani. Lo stesso incontro, promosso dalla Formazione permanente del clero, si è tenuto anche la sera al Leone XIII aperto agli operatori pastorali e ai consacrati.

di Luisa Bove

09/01/2008

Una meditazione lunga e pacata quella tenuta ai sacerdoti ambrosiani dal cardinale Claudio Hummes, prefetto della Congregazione del clero, l’8 gennaio nella basilica di S. Ambrogio dal titolo “La Parola di Dio nella vita della Chiesa e del prete”. A invitarlo è stato lo stesso cardinale Dionigi Tettamanzi, presente all’incontro insieme a centinaia di preti, come cammino di preparazione al Sinodo dei Vescovi che si terrà a ottobre.

Molte le citazioni bibliche di Hummes, come pure quelle del Papa, sia Giovanni Paolo II sia Benedetto XVI e, oltre che documenti del Concilio Vaticano II guidato da Paolo VI. Nella sua riflessione il Cardinale di origini brasiliane ha insistito molto sull’importanza della missione, da cui dipende «il futuro della Chiesa». Lo stesso Pontefice, nella sua visita di maggio parlando ai Vescovi brasiliani aveva insistito su «un’evangelizzazione metodica e capillare», ha ricordato il prefetto, «in vista di un’adesione personale e comunitaria a Cristo». Si tratta infatti, diceva Benedetto XVI, «di non risparmiare sforzi per andare alla ricerca dei cattolici che si sono allontanati e di coloro che conoscono poco o niente di Gesù Cristo».

Va bene la missione “ad gentes”, ma da sola non basta. «Dobbiamo dunque uscire e andare a raggiungere di nuovo la nostra gente cattolica», ha detto il Cardinale agli ambrosiani, «lì dove abitano e lavorano, soprattutto nelle periferie urbane e nelle campagne, ma anche a tutti i livelli della società e delle istituzioni sociali, politiche, economiche e culturali». La posta in gioco è alta, da qui infatti dipende il futuro della Chiesa, «dalla nostra capacità di essere concretamente missionari in mezzo ai nostri battezzati», perché «noi li abbiamo battezzati e perciò hanno diritto di essere evangelizzati da noi». E citando la lettera ai Corinti ha ripetuto le parole di san Paolo che diceva: «Guai se non evangelizzassi».

La Parola di Dio «non è mai da ridurre a una dottrina scritta», ma da riconoscere «Persona» capace di cambiare la vita di ogni uomo. Tuttavia «non è data come rivelazione privata a persone singole o gruppi selezionati da Dio», ma «per il popolo eletto di Israele e per l’intera umanità». Per questo l’ascolto e la proclamazione della Parola è parte centrale della vita e del ministero della Chiesa.

«L’esistenza di ciascuno di noi, sia fedeli laici sia sacerdoti», ha spiegato il cardinal Hummes, «è mirabilmente segnata dalla Parola, che è Gesù Cristo». Lo ha spiegato bene il Papa nella sua prima enciclica “Deus caritas est” quando scriveva: «All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, ma l’incontro con un Avvenimento, una Persona che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva». Ed è ciò che è avvenuto anche nella vita dei preti: «All’origine di tutto, della nostra esistenza, della nostra vocazione sacerdotale, c’è una persona», ha detto il Cardinale, «Cristo Signore, vivo e presente nella Chiesa e nella storia».

E l’incontro con Gesù, come già ricordava Benedetto XVI nel suo recente discorso natalizio alla Curia romana, «richiede l’ascolto, la risposta nella preghiera e praticare ciò che Egli dice», perché «solo a partire da Dio comprendiamo l’uomo e il mondo, un mondo che altrimenti rimane una domanda senza senso».

Per mettersi in ascolto della parola di Dio occorre leggere la Sacra Scrittura, per esempio attraverso il metodo della “lectio divina” che «sicuramente la maggioranza di voi, forse tutti, conoscete», ha ammesso Hummes pensando all’insegnamento del cardinal Martini durante il suo episcopato a Milano. E rivolgendosi ancora una volta ai preti, il prelato brasiliano ha augurato che «la Chiesa ambrosiana, straordinaria e sempre affascinante, segnata da tanti santi, martiri e missionari, portatrice di una storia mirabile e grandemente significativa, riesca a presentarsi nella Chiesa universale come esempio di Chiesa missionaria nel mondo post-moderno di oggi».

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