«...Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco il tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "Ecco la tua madre"...» (Gv 19,26-27)


Redazione

21/03/2008

di Giuseppe LAZZATI

È Maria che genera in noi Cristo. È lei che genera noi a Cristo. È il mistero della maternità universale di Maria, mistero che trova la sua solenne proclamazione sul Calvario quando Gesù, rivolto a Maria, dice di Giovanni, «Ecco il tuo figlio»; e rivolto a Giovanni dice di Maria: «Ecco la tua madre» (Gv 16,26-67). Questa è l’ora in cui nasce la Chiesa e in cui Maria esprime al massimo grado la sua funzione di madre della Chiesa, ossia di madre di tutti coloro che, redenti in Gesù, diventano figli di Dio, fratelli di Cristo.

Lo annoterà Sant’Ambrogio, scrivendo: «Vi è un mistero nel fatto che Maria viene affidata a Giovanni… Si tratta qui del mistero della Chiesa… Ecco tu comincerai a essere figlio della Chiesa quando vedrai Cristo vittorioso sulla croce». Più tardi Ruperto completerà bene il pensiero di Ambrogio in questo modo: «Così offrendo qui veramente le sofferenze del parto nella passione del suo unico Figlio, la beata Vergine ha generato la nostra salvezza universale; per questo è madre di tutti noi».

È la mater dolorosa, lì sul Calvario, quando scocca l’ora solenne in cui la Chiesa è formata da quell’acqua e da quel sangue che sgorgano dal cuore squarciato di Cristo, simbolo trasparente del battesimo e dell’eucaristia, ossia di quei sacramenti attraverso i quali la Chiesa esercita la funzione materna, rigenerando gli uomini alla vita del risorto.

Ora, lì ai piedi della croce, c’è appunto Maria. È lì a cogliere i frutti della redenzione per gli uomini di tutti i tempi. Venuta l’ora, la figlia di Sion, che aveva partorito il Cristo senza doglie, genera nel dolore i figli della Chiesa. Per questo Gesù la guarda e le dice: «Donna, ecco il tuo figlio» (Gv 19,26). In questo momento decisivo, Maria sente fino in fondo la sua vocazione nuova: quella di madre spirituale della Chiesa-madre.

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