Il 28 settembre comincia l'anno oratoriano. L'Arcivescovo ha invitato porre l'attenzione a quella che in molti percepiscono come una "emergenza educativa"


Redazione

24/09/2008

Festa dell’oratorio, è tempo di ricominciare. Nel suo messaggio per l’occasione l’arcivescovo Tettamanzi ha esortato le strutture ambrosiane ad “allungare il passo”, «mostrandosi particolarmente attenti verso gli ambiti di vita che coinvolgono i ragazzi e le loro famiglie e condividendo la percezione che molti hanno nella nostra società italiana di una certa “emergenza educativa”» , che, come ha sottolineato il Papa in un messaggio rivolto ai vescovi italiani, «per i nostri sacerdoti, per i catechisti e per l’intera comunità cristiana assume un volto ben preciso: quello della trasmissione della fede alle nuove generazioni».

Tutte le persone impegnate a vario titolo in oratorio, ha detto ancora il cardinal Tettamanzi, «sono dunque gli interpreti sapienti e i coraggiosi testimoni di ciò che Gesù ha spiegato un giorno con la parabola del Seminatore (Lc 8,4-15) che ho posto quest’anno come sfondo a tutto il Percorso pastorale diocesano. Tutti saremo costantemente proiettati tra la fatica della semina e la paziente attesa che la parola di Dio frutti cento volte tanto nella vita delle giovani generazioni che ci sono affidate».

In questo quadro di mutate condizioni sociali, l’oratorio deve dunque inserirsi rinnovandosi. Sono tante le novità che in questi ultimi anni stanno investendo, come un ciclone positivo, la pastorale giovanile e gli oratori. Il punto di partenza sono state alcune difficoltà oggettive, come il calo progressivo del numero di sacerdoti.

Così, oggi si parla di Unità di pastorale giovanile (Upg): non solo la risposta a una sorta di “crisi”, ma una bella opportunità per valorizzare un grande patrimonio. Gli oratori, infatti, stanno cambiando pelle ma continuano a godere di ottima salute e ad essere un punto fermo nella strategia educativa della Chiesa ambrosiana.

Tra le principali novità di questa piccola rivoluzione, il rafforzamento della figura dei responsabili laici: laddove non sarà più presente un prete in ogni oratorio, sarà il direttore laico a garantire la gestione ordinaria della struttura, ovviamente non da solo, ma inserito all’interno di una équipe di pastorale giovanile di cui faranno parte i responsabili degli altri oratori e naturalmente un sacerdote, con un ruolo non necessariamente di coordinatore, ma soprattutto spirituale, sacramentale, formativo ed educativo.

Si tratterà di cambiamenti graduali, che non marceranno di pari passo in tutti i territori, ma che certo chiamano in causa e richiedono l’impegno e l’attenzione di tutti i fedeli impegnati in oratorio in questo anno che inizia.

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