Un'oasi spirituale per chi lavora nel centro di Milano. Una lettura biblica, l'ascolto di musica e una preghiera: gesti semplici, ma sufficienti, per "spezzare" con il tran tran quotidiano


Redazione

14/10/2008

di Rosangela VEGETTI

Tra le numerose iniziative che Milano offre durante la settimana, ce n’è una che non fa clamore, si accontenta, e si consolida nel tempo, per la simpatia di quanti e quante la frequentano: è la «Grotta di Elia». Un breve spazio di ascolto, silenzio e preghiera in pieno centro cittadino. Infatti, ogni giovedì alle ore 13.05, per venticinque minuti, sempre puntuali per rispetto agli impegni lavorativi che incombono a quell’ora, ci si può ritrovare nella chiesa di San Gottardo al Palazzo – proprio dietro al Palazzo Reale di cui la chiesa faceva parte integrante, all’ombra del Duomo – per un incontro gustoso, che può insaporire l’intera giornata, ascoltando un brano biblico, una riflessione, un tempo musicale di silenzio e aprendosi ad una preghiera. E per di più, a carattere ecumenico perché a proporre la riflessione sono di volta in volta persone delle diverse confessioni che partecipano al Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano, laici/e, sacerdoti e pastori.

L’iniziativa, partita nel maggio 2005, è stata pensata, ed è tuttora sostenuta, dalla Rettoria di San Gottardo, nella persona di don Gianfranco Bottoni che è pure responsabile del Servizio diocesano per l’ecumenismo, e dal Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano, che hanno voluto in tal modo offrire un’oasi spirituale a chi si trova nel centro della città per lavoro, ma anche a chi vi passa in visita turistica.

«E ogni volta – precisa Rosanna Garavaglia, segretaria della Rettoria – una trentina di persone partecipano all’incontro e si soffermano anche alla fine per scambiarsi una parola, un saluto; ormai è un consolidato appuntamento, apprezzato anche da quanti vengono interpellati per preparare la riflessione. Non ho difficoltà a trovare i “predicatori” perché si rendono sempre disponibili quanti e quante io invito; unica difficoltà è per i rappresentanti delle Chiese ortodosse perché non tutti hanno piena familiarità con la lingua italiana oppure a quell’ora sono al lavoro». Questo segno ecumenico coinvolge anche associazioni giovanili quali “Osare la pace per fede” e i “Giovani di Taizé”.

«Un’esperienza piccola, ma preziosa – la definisce il pastore luterano Ulrich Eckert, già segretario del Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano -, un appuntamento ancora poco conosciuto, perché non lo si è voluto troppo strombazzare, che però merita di essere maggiormente divulgato e la prossima iniziativa di portare il volantino di programma negli uffici della zona vorremmo sortisse proprio l’effetto di aprire a un maggior numero di persone questo momento di silenzio nel frastuono della città».

La “Grotta di Elia” vuole essere proprio come quel rifugio dove il profeta Elia si ritirava nel silenzio e nella meditazione per prepararsi all’incontro con la parola di Dio dopo essersi impegnato nel mondo, così si può proporre anche ai giorni nostri per darsi uno spazio di quiete dagli affanni spesso assordanti della vita quotidiana.

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