Il video dell'arcivescovo di Milano che risponde alle domande della gente è tra i più "cliccati" di YouTube, e non solo in Italia. Ma ancora più interessante è il dibattito che questa "avventura" mediatica sta suscitando su Internet...


Redazione

29/02/2008

di Luca FRIGERIO

Quasi sessantamila contatti sono molti anche per un “gigante” come YouTube, il sito internet per la condivisione di filmati più famoso e “cliccato” di Internet. Eppure tanti ne ha registrati, e in pochi giorni, il video in cui il cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, risponde alle domande della gente su temi come il battesimo, la famiglia, la quaresima. Sì, avete letto bene: “quaresima”. Ma non era passata di moda ? Ma non era buona solo per qualche vecchio bacchettone? «Non c’è più religione», avrà forse commentato qualche esperto di massmedia…

Effettivamente l’appeal del vescovo ambrosiano sorprende. E per una volta il “contenitore” fa notizia come e quanto il “contenuto” dell’informazione . La scelta di Tettamanzi di servirsi di uno strumento giovane e “popolare” come YouTube per dialogare con i fedeli avrà fatto storcere il naso ad alcuni, fuori e dentro le sacrestie, ma i risultati gli hanno dato ragione. E non solo e non tanto perchè il suo video in questi giorni è uno dei più “scaricati” dalla Rete (a livello mondiale! Tra i primi dieci in una ventina di Paesi, fra cui Cina, Giappone, Russia, Australia), ma per l’interesse e la curiosità che questa iniziativa ha scatenato. «Cosa viene a dire un cardinale su Internet?», si sono chiesti in tanti. E sono andati a vedere. E ad ascoltare.

Quello che più colpisce di questa “avventura” mediatica, infatti, non è il successo “numerico” che ha raccolto, ma il dibattito che sta suscitando. Per averne un’idea, basta digitare le parole “Tettamanzi” e “YouTube” su un motore di ricerc a: si otterranno migliaia e migliaia di risultati, fra articoli, segnalazioni, e soprattutto blog e diari. Perchè a discutere del vescovo che parla di fede su Internet è proprio la gente “normale” , prima ancora degli “addetti ai lavori” della comunicazione.

C’è chi lancia l’allarme per un possibile “proselitismo” della Chiesa sulla Rete, ma sono voci isolate e subito rintuzzate da quanti, e sono i più, ricordano come Internet sia un luogo libero dove ognuno può dire la sua nel rispetto degli altri, cardinali compresi. E poi c’è soprattutto la meraviglia di chi non si aspettava una simile “modernità” da un Pastore del mondo cattolico; l’apprezzamento di chi ha trovato le risposte di Tettamanzi appassionate e concrete; la soddisfazione – sì, proprio la soddisfazione – di chi oggi sente il “suo” vescovo più vicino ai “suoi” problemi e alla “sua” vita.

In realtà, per chi un po’ ha potuto conoscerlo, il cardinal Tettamanzi non ha fatto nulla di particolarmente nuovo. Il vescovo di Milano, infatti, ha semplicemente trasferito in una sfera “virtuale”, eppure così immediata, quella carica di umanità e di prossimità che ha sempre caratterizzato la sua missione episcopale. Dalle calorose strette di mano sui sagrati delle chiese, cioè, è passato all’abbraccio mediatico su YouTube. Proprio come se le sue parole fossero rivolte a “ognuno e ciascuno”, come lo stesso Tettamanzi direbbe.

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