Le tappe della vita e del ministero di Paolo VI


Redazione

31/07/2008

Giovanni Battista Montini nacque a Concesio (Brescia) il 26 settembre 1897 da Giorgio Montini, esponente di primo piano del cattolicesimo sociale e politico italiano di fine Ottocento, e da Giuditta Alghisi. Ordinato sacerdote il 29 maggio 1920, il giorno seguente celebrò la prima messa nel Santuario di Santa Maria delle Grazie in Brescia.

Trasferitosi a Roma, tra il 1920 e il 1922 frequentò i corsi di diritto civile e di diritto canonico presso l’Università Gregoriana e quelli di lettere e filosofia presso l’Università statale. Nel maggio 1923 iniziò la carriera diplomatica presso la Segreteria di Stato. Fu inviato a Varsavia come addetto alla nunziatura apostolica.

Rientrato in Italia nell’ottobre dello stesso anno, nel 1924 fu nominato assistente ecclesiastico del Circolo romano della Fuci (Federazione universitaria cattolica italiana), quindi nel 1925 assistente ecclesiastico nazionale della stessa Federazione, carica che avrebbe lasciato nel 1933. Il 13 dicembre 1937 fu nominato sostituto della Segreteria di Stato e il 29 novembre 1952 pro-segretario di Stato per gli affari straordinari.

Il 1° novembre 1954 Pio XII lo elesse arcivescovo di Milano. Il 15 dicembre 1958 fu creato cardinale da Giovanni XXIII. Il 21 giugno 1963 venne eletto Pontefice e il 29 settembre aprì il secondo periodo del Concilio Ecumenico Vaticano II, che, alla fine del quarto periodo, concluse solennemente l’8 dicembre 1965.

Numerose furono le riforme e le innovazioni da lui apportate nelle strutture e nella vita della Chiesa: l’istituzione della Pontificia Commissione per le comunicazioni sociali (11 aprile 1964); l’istituzione del Segretariato per i non cristiani (19 maggio 1964); l’istituzione del Segretariato per i non credenti (9 aprile 1965); l’istituzione del Sinodo dei vescovi (15 settembre 1965); la riforma del Sant’Uffizio (7 dicembre 1965); l’istituzione del Consiglio per i laici e della Pontificia Commissione Iustitia et pax (6 gennaio 1967); l’istituzione della Prefettura degli affari economici della Santa Sede, della Prefettura della Casa Pontificia e dell’Ufficio centrale di statistica della Chiesa (15 agosto 1967); l’istituzione della Giornata mondiale della pace (8 dicembre 1967); l’istituzione dei chierici della Cappella Pontificia e della Consulta dello Stato della Città del Vaticano (28 marzo 1968); l’istituzione della Commissione teologica internazionale (11 aprile 1969); il nuovo regolamento dell’Ufficio delle cerimonie pontificie (1 gennaio 1970); lo scioglimento dei corpi armati pontifici a esclusione della Guardia Svizzera (15 settembre 1970); l’istituzione del Pontificio Consiglio “Cor Unum” (15 luglio 1971); l’istituzione della Pontificia Commissione per la revisione del Codice di diritto canonico orientale (10 giugno 1972).

Tenne sei Concistori (22 febbraio 1965; 26 giugno 1967; 28 aprile 1969; 5 marzo 1973; 24 maggio 1976; 27 giugno 1977), creando 142 nuovi cardinali: fissò a 120 il numero massimo dei cardinali elettori del Papa e con il Motu Proprio Ingravescentem aetatem stabilì che al compimento dell’80° anno di età perdono il diritto alla partecipazione al Conclave per l’elezione di un nuovo Papa, ma non quello di essere eletti. Il dicembre 1974 aprì la Porta Santa nella Basilica di San Pietro, inaugurando l’Anno Santo del 1975.

Il 16 aprile 1978 scrisse alle Brigate Rosse implorando la liberazione di Aldo Moro e il 13 maggio nella basilica di San Giovanni in Laterano assistette alla messa in suffragio dello statista assassinato, pronunciando una solenne preghiera. Il 6 agosto 1978, alle 21.40, morì nella residenza estiva dei Papi a Castel Gandolfo.

Fonte: Istituto Paolo VI – Brescia

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