Redazione

Come cambia essere prete in una Comunità pastorale? «Mi piacerebbe avere un contatto continuo con le persone, con i malati, ma non posso – risponde don Bruno Meani, responsabile di “Maria Madre della Chiesa” di Laveno Mombello, nel Varesotto -. Per questo stiamo preparando diverse persone, perché qui non c’erano, ai vari ministeri, come quelli straordinari dell’Eucaristia. Questo permette di scoprire di essere punto di riferimento e motore che favorisce l’unità coinvolgendo persone disponibili come lettori o animatori liturgici. Stiamo stimolando le persone a collaborare, a ritrovare il gusto e la passione a vivere missionariamente la loro fede. Ed è una grande opportunità di maturazione per capire meglio la mia vocazione di essere al servizio della Chiesa diocesana e universale, dentro una modalità che aiuta a capire questa dimensione».
La Comunità pastorale è partita il 1° gennaio scorso e comprende 3 delle 4 parrocchie di Laveno Mombello, in attesa di fare un’unica Comunità del territorio comunale. Il direttivo è formato da 3 preti, una suora, un diacono e un laico responsabile della pastorale giovanile. «Ci incontriamo ogni 15 giorni, per valutare i passi da fare. Abbiamo approvato un progetto pastorale parrocchiale in una riunione dei consigli pastorali delle tre comunità. Da ieri sono partite assemblee nelle singole parrocchie per discutere di questo, per ragionare insieme di come evolve».
«Èun processo in movimento – continua don Meani – che ci vede già partecipi nella condivisione di alcuni momenti comuni, che andiamo a valutare e a pesare perché si vuole tenere presente le storie diverse delle varie parrocchie». Uno strumento utile per fare unità diventa allora il giornale della comunità: «È partito il nuovo mensile, che prevede alcune pagine che riguardano l’intera Comunità pastorale, altre che raccontano le attività delle varie parrocchie».
E le difficoltà e i campanilismi? Taglia corto don Bruno: «È una situazione che passa attraverso le persone, alcune magari hanno un ricordo di queste “contrapposizioni”. È un processo che lentamente si è mosso e che cerchiamo di farlo maturare. Ma non ci sono grandi resistenze». Laveno Mombello ha la peculiarità di essere una “grande parrocchia” di confine. Ammette il responsabile della Comunità: «È un problema per ora, perché non ci conosciamo ancora con i preti della zona che fanno parte della diocesi di Como. Stiamo cercando i modi per conoscerci e valutare insieme come collaborare. Finora si limita a un servizio che diamo per i corsi di preparazione al matrimonio». (p.n.)

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