Una gioia per i ragazzi l'incontro con Benedetto XVI. Nel pomeriggio gli ambrosiani parteciperanno alla messa presieduta dal cardinal Tettamanzi nella basilica di San Paolo fuori le Mura


Redazione

12/11/2008

di Ylenia SPINELLI

Non potevano passare inosservati: con i loro fazzoletti gialli e soprattutto con le loro voci festanti e i coretti da stadio hanno animato l’intera piazza San Pietro in una plumbea mattinata d’autunno. I 250 chierichetti della diocesi di Milano, arrivati a Roma sin dalle prime luci dell’alba per consegnare al Papa, insieme all’Arcivescovo, i primi due volumi del nuovo Lezionario Ambrosiano, hanno contribuito a creare un insolito clima di festa durante l’Udienza generale.

E don Alberto Colombo, il loro responsabile Mochi, si è lasciato coinvolgere. «È stato davvero bello – racconta – tra tutti i pellegrini il nostro gruppo è stato il più chiassoso. Anche quando il cardinale Tettamanzi è passato tra due ali di folla, abbiamo iniziato a chiamarlo e a gridare: “Dionigi uno di noi” e lui, forse un po’ imbarazzato, ci ha risposto con un sorriso».

Ma le ugole dei giovani ambrosiani si sono surriscaldate, quando, al termine della catechesi, Benedetto XVI ha salutato tutti i pellegrini dell’Arcidiocesi di Milano. «Quando con la sua auto è passato vicino a noi – aggiunge don Alberto – gli abbiamo urlato di venire a Milano e chissà se ci ascolterà».

Ad aiutare don Alberto nella gestione dei chierichetti festanti sotto un cielo che da un momento all’altro minacciava pioggia, c’era Riccardo Miolo, seminarista di terza Teologia, anche lui emozionantissimo. «Venire qui, insieme a tutti questi pellegrini, è stato come ritornare alle origini della mia fede – spiega – non solo abbiamo vissuto un forte momento di ecclesialità, ma abbiamo visto e sentito il Papa come colui che trasmette una grande fede».

La prima parte dell’Udienza generale per i ragazzi è stata un po’ lunga e difficile da seguire. «La frase che mi ha colpito di più – ha detto Gabriele, chierichetto della parrocchia Madonna di Lourdes a Lissone – è stata che non dobbiamo aver paura di morire».

Per tutti, adulti compresi, il momento più bello ed atteso è stato l’incontro ravvicinato con il Papa. «Lo abbiamo visto a pochi metri di distanza da noi – spiegano i ragazzi in coro – lo abbiamo salutato a gran voce, sventolando i nostri fazzoletti gialli e lui ci ha sorriso e ha allungato la mano come per volerci accarezzare».

I chierichetti, ancora pieni di entusiasmo e di energia, si aspettano ora un incontro informale con il cardinale Tettamanzi, magari a margine della celebrazione eucaristica che lui stesso presiederà nel primo pomeriggio nella basilica romana di San Paolo fuori le Mura. Poi si metteranno ancora in viaggio verso casa.

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi