Il direttore, don Roberto Davanzo, sta visitando in questi giorni Kenya ed Etiopia per verificare i progetti avviati, rinsaldare le collaborazioni e predisporre i "cantieri della solidarietà" dei giovani volontari


Redazione

24/04/2008

di Francesco CHIAVARINI

È cominciata il 22 aprile la “missione africana” di don Roberto Davanzo. Il direttore di Caritas Ambrosiana sta visitando Kenya ed Etiopia insieme al responsabile per l’Africa del settore internazionale dell’organismo diocesano, Maurizio Maffi.

Scopo del viaggio, che si concluderà il 3 maggio, è verificare lo stato di avanzamento dei progetti sostenuti nei due Paesi da Caritas Ambrosiana, rinsaldare i rapporti con i partner locali e preparare il terreno per l’apertura dei “cantieri della solidarietà”, l’esperienza di volontariato all’estero che ogni anno coinvolge centinaia di giovani della diocesi ambrosiana.

In particolare, in Kenya è previsto un incontro con gli operatori di Cafasso House, la casa d’accoglienza per ex detenuti dello Youth Correctional Training Center, il carcere minorile di Nairobi, dove finiscono i ragazzi di strada della capitale, chiamati eloquentemente kijana chokora (ragazzi spazzatura) perché sopravvivono rovistando tra i rifiuti delle discariche. Caritas ha scelto di sostenere l’ampliamento della casa e di finanziare un percorso di formazione personale e di recupero, collaborando con i Missionari della Consolata.

Il programma prevede anche un sopralluogo a Mombasa, nel campo profughi che Caritas Ambrosiana, in collaborazione con Caritas Somalia, ha contribuito ad allestire per ospitare i circa 3 mila somali fuggiti dalla città di Baraawe nel 1992, in seguito alla guerra civile che devastò il Paese. Oggi si rendono necessari una serie di interventi strutturali per migliorare il precario tenore di vita, l’igiene e la sicurezza delle circa 500 persone (tra le quali 125 bambini) rimaste nel campo.

In Etiopia don Davanzo sarà a colloquio con i vertici dell’Arcidiocesi di Addis Abeba, con la quale Caritas Ambrosiana è coinvolta in un programma per il miglioramento della condizione carceraria. Situazione particolarmente grave in un Paese che ha 114 penitenziari, dove non sono garantiti i più elementari diritti umani. Nella capitale etiope, don Davanzo incoraggerà inoltre il lavoro di due volontari in servizio civile internazionale, impegnati in un progetto di prevenzione dell’Aids nelle scuole superiori e di formazione con i giovani detenuti.

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