L'Arcivescovo ha incontrato i ragazzi in vacanza in Val d'Aosta e le autorità locali


Redazione

30/07/2008

di Filippo MAGNI

Scordatevi l’equazione “ferie = tempo da perdere oziando”. Le vacanze degli oratori sono tutta un’altra cosa. Camminate, giochi, riflessioni, preghiere, vita in comune arricchiscono le giornate dei 50 mila ragazzi che, ogni anno, crescono con le proposte estive delle parrocchie. Per lo più in Val d’Aosta, regione in cui si è recato ieri il cardinale Dionigi Tettamanzi per visitare i ragazzi dei campeggi ambrosiani.

La giornata è iniziata con tutte le ufficialità del caso, per concludersi con uno spirito assolutamente informale. Primo appuntamento per l’Arcivescovo alle 10 a Valtournenche, con le autorità cittadine e con il presidente della Regione Val d’Aosta, fresco di elezione e alla prima uscita dall’inizio del mandato. Il clima, nel Consiglio comunale, è stato di sincera gratitudine, reso pittoresco dalla presenza di due guide alpine classe 1915 e 1938 e da alcuni residenti abbigliati con i tradizionali costumi locali.

Il cardinale Tettamanzi ha espresso il suo ringraziamento ai valdostani «per l’impegno di tante amministrazioni comunali nei confronti dei ragazzi. I campeggi sono una ricchezza, ma creano anche diversi disagi. Se i Comuni affrontano questi problemi con coraggio significa che hanno un forte spirito di gratuità, opportuno quando c’è in gioco un valore importante per i giovani, la loro formazione».

Ma anche il sindaco Giorgio Pession e il governatore Augusto Rollandin si sono rivolti a Tettamanzi con gratitudine, «perché la Val d’Aosta vive a 360° di turismo, quindi ci fa piacere la presenza di campeggi e case per vacanze. Siamo convinti – hanno aggiunto – che per i giovani venire in montagna è un momento di svago, ma anche formativo, perché la montagna educa».

Alle 10.30 il Cardinale si è poi spostato nel campeggio dei ragazzi di Rescaldina, dove all’ombra dei pini ha celebrato l’Eucaristia: nell’omelia, un messaggio estivo di ascolto e servizio per i giovani, destinato però anche a tutti gli adulti. Il consiglio del Cardinale è quello di rendere l’estate non solamente occasione di riposo, ma opportunità per approfondire le passioni e le riflessioni che spesso non trovano spazio nella frenesia delle attività quotidiane.

Come del resto già scriveva Tettamanzi nel messaggio per l’estate 2008: «Il riposo non coincide con il semplice “non far nulla” e non è sinonimo di un tempo vuoto da riempire comunque – con altro rumore o con divertimenti forzati -, ma trova la sua autenticità e importanza nell’essere un momento che permette la riscoperta delle cose essenziali, più belle e più vere della nostra vita, che riporta agli affetti più profondi e alle relazioni più significative, alla valorizzazione della bellezza della natura e dell’arte, al gusto di rivivere la calma del ritmo naturale del tempo».

Lasciato il Cervino, nel pomeriggio l’Arcivescovo si è spostato a Bionaz, in Val Pelline, accolto da 250 ragazzi in festa tra cori (l’ormai celebre «tutti pazzi per Tettamanzi») e striscioni (il familiare “Dionigi uno di noi”).

Anche a loro, come a tutti i giovani della diocesi di Milano, il Cardinale ha chiesto l’impegno esigente di «lasciarsi pescare da Gesù» e «annunciare il Vangelo», soprattutto una volta tornati a casa, nella quotidianità, con gli amici che si incontrano tutti i giorni.

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