Il cardinale Dionigi Tettamanzi torna a far visita a Mosca. Dal 25 al 30 agosto in pellegrinaggio con 80 preti ambrosiani

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Redazione Diocesi

25/08/2008

di Antonio TORRESIN

Il pellegrinaggio dei preti della diocesi ambrosiana in Russia, dal 25 al 30 agosto, si presenta come un viaggio e un cammino tutto particolare. Anzitutto è un segno che coinvolge in modo significativo le rispettive Chiese sorelle. Si tratta infatti di una risposta all’invito, fatto lo scorso anno, dal Patriarca russo Alessio II, al nostro cardinale Dionigi Tettamanzi, in occasione della visita di un piccolo gruppo di preti ambrosiani a Mosca.

La fraternità di quell’incontro è ancora viva nel nostro Arcivescovo che ha accolto volentieri il desiderio, che in quell’occasione il Patriarca manifestò, di rinnovare l’incontro con la nostra Chiesa accogliendo un gruppo più nutrito di pellegrini, in particolare di sacerdoti. Per questo la Formazione permanente del clero, in stretta collaborazione con l’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo e l’Ufficio per la pastorale del turismo, ha pensato di organizzare questo viaggio che ha un intento fortemente spirituale e formativo.

È un incontro tra Chiese. La nostra Chiesa ambrosiana ha nella sua storia e nella sua tradizione uno spiccato spirito ecumenico e una affinità con il mondo delle chiese di Oriente. Si vuole rinsaldare antichi legami e costruire nuove occasioni per quell’ecumenismo dal basso, fatto di incontri, di conoscenza, di preghiera comune.

Ottanta preti, circa, insieme al loro Arcivescovo si recheranno quindi a Mosca per un pellegrinaggio, un incontro per mettersi in ascolto delle radici spirituali di una Chiesa sorella. Questa Chiesa, dopo anni di sofferenza e di silenzio obbligato, diventa di nuovo una voce udibile, un luogo visitabile, una “sorgente” spirituale a cui anche la nostra Chiesa può abbeverarsi.

Nella formulazione del percorso si è cercato, viste le finalità del viaggio, di dare una giusta armonia tra visite a luoghi significativi per la storia e per l’arte, incontri con figure e istituzioni, e l’ascolto di alcuni filoni della spiritualità di questa Chiesa d’Oriente.

Quattro sono le “radici” spirituali che i pellegrini visiteranno e ascolteranno.

La prima è il monachesimo. Visiteranno il monastero di San Sergio, che è un po’ la culla di quella Chiesa, dove è stata tenuta viva la sua fede, il suo pensiero, la sua teologia. In questa occasione ci sarà anche un incontro, animato dal nostro Vescovo ausiliare monsignor Franco Giulio Brambilla, preside della Facoltà Teologica, con le istituzioni teologiche della Accademia Teologica che a San Sergio ha la sua sede.

La seconda radice à la liturgia. Ci sarà l’occasione di partecipare alla divina liturgia della Festa della Dormizione della Beata Vergine Maria. Certamente la Sacra liturgia è la sorgente della vita spirituale della Chiesa d’Oriente in un modo tutto particolare. Dopo questo momento di preghiera comune si terrà l’incontro con il Patriarca russo Alessio II.

La terza radice è l’iconografia. È prevista la visita alla Galleria Tetrjakov con le icone della Trinità di Rubliev e della Madonna della Tenerezza. L’iconografia prima di una tecnica pittorica è un arte di pregare sia nella sua creazione che nella sua contemplazione.

La quarta radice è il martirio. L’ultimo giorno i pellegrini si recheranno a Butovo, luogo che testimonia la sofferenza e il tributo di sangue da cui la Chiesa russa, anche in tempo recente, riconosce una linfa che alimenta la forza della sua fede. Precedentemente ci sarà anche l’occasione di incontrare l’Arcivescovo cattolico di Mosca, monsignor Paolo Pezzi, e il Nunzio della Santa Sede a Mosca, monsignor Antonio Mennini. Sarà padre Adalberto Piovano a fare da guida in questo “percorso spirituale”: a lui è stato chiesto di introdurre i vari momenti, aiutando a comprendere il valore di questi quattro aspetti della spiritualità della Chiesa russa.

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