Un’iniziativa per superare tabù e barriere psicologiche che caratterizzano otto italiani su dieci. E sette milioni di persone non conoscono i lasciti solidali

testamento

Un “cambiamento culturale” per superare i tabù e le barriere psicologiche. Per pensare al lascito solidale come a un atto di amore alla portata di tutti, non solo di chi possiede grandi patrimoni, che può cambiare la vita delle persone che hanno più bisogno in Italia e nel mondo. È questo l’obiettivo di “Testamento Solidale”, la prima grande campagna di informazione congiunta lanciata da 7 grandi organizzazioni – Action Aid, Aism, Ail, Fondazione Don Gnocchi, Lega del Filo d’Oro, Save the Children e Unicef – con la collaborazione del Consiglio Nazionale del Notariato. Secondo un’indagine quali-quantitativa realizzata da GFK Eurisko per il Network 8 italiani su 10 non hanno mai pensato di fare testamento e 6 su 10 escludono di farlo. Il sito www.testamentosolidale.org e una Guida informativa sono alcuni tra gli strumenti della campagna avviata in questi giorni.

«Come è cambiata negli ultimi decenni la sua idea sulla morte?». «Sono ancora fortemente contrario». Parola di Woody Allen in una celebre conferenza stampa. Stando ai numeri, gli italiani, così come il grande regista americano, della fine della propria vita non vogliono proprio sentir parlare. E di conseguenza neanche del testamento: 8 italiani su 10, infatti, non hanno mai preso in considerazione l’idea di mettere nero su bianco le loro “ultime volontà”. Addirittura 6 su 10 non hanno alcuna intenzione di fare testamento neanche in futuro, mentre il 21% non ha mai valutato l’idea, ma “potrebbe pensarci”. È quanto emerge dall’indagine realizzata per la campagna Testamento Solidale da GFK Eurisko e basata su un campione di quasi 1500 individui rappresentativo della popolazione italiana over 55. Soltanto l’8% del campione (circa 1,5 milioni di italiani) ha fatto testamento, mentre il 5% è intenzionato a farlo e il 6% ci ha pensato, ma è ancora incerto se farlo oppure no.

Lo studio conferma una bassa propensione al testamento da parte degli italiani, vicina a quella già registrata nel 2012 dall’Agenzia delle Entrate (15,78%) e di gran lunga inferiore a quella di altri Paesi, per esempio quelli anglosassoni: in Gran Bretagna la propensione si attesta intorno all’80%, negli USA al 50%.

Alla base del “rapporto difficile” col testamento c’è l’ansia legata all’idea della fine della vita, ma anche il timore di causare problemi familiari. Come nelle più classiche commedie all’italiana, quelle dei “Parenti Serpenti”, la parola testamento evoca solitudine affettiva, timore di possibili reazioni negative da parte dei propri eredi, se non addirittura liti e trame.

Lasciti solidali, un’opportunità da scoprire

Oltre 7.200.000 persone over 55, il 45% del campione, dichiara di non avere mai sentito parlare di lasciti solidali, mentre il 55% sa di che si tratta.  Il 9% degli intervistati ha una propensione positiva, ma solo il 2% degli italiani ha già fatto il lascito o sicuramente lo farà (circa 400 mila persone).

Lo studio mette in luce che tra gli italiani cresce la voglia di sapere di più sui lasciti solidali, ma evidenzia anche che le informazioni attualmente disponibili sono imprecise e limitate. Per esempio tanti pensano al lascito come una “roba da ricchi”, oppure credono che obblighi all’intera donazione del proprio patrimonio. Una doppia falsa convinzione, dal momento che si può cedere anche solo una minima parte dei propri averi, per esempio una piccola somma di denaro, un gioiello o addirittura un arredo. Inoltre, solo pochi ricordano che il testamento olografo (scritto di proprio pugno) è valido, revocabile e modificabile in qualsiasi momento.

Ma anche, più banalmente, come emerge dalla ricerca qualitativa di GFK Eurisko, molti non sanno a chi rivolgersi, oppure temono che una richiesta di informazioni possa vincolarli a un impegno. C’è insomma un evidente gap di conoscenza che questa campagna vuole finalmente colmare per far comprendere l’importanza di un atto

Il valore di un gesto d’amore

Promuovere la cultura della solidarietà testamentaria in Italia: è questo l’obiettivo di Testamento Solidale, una campagna che per la prima volta mette insieme un gruppo di prestigiose e autorevoli associazioni per informare e sensibilizzare sull’importanza di un gesto che può fare la differenza nella vita delle persone che hanno più bisogno. Fare un lascito solidale ad associazioni riconosciute come Action Aid, Aism, Ail, Fondazione Don Gnocchi, Lega del Filo d’Oro, Save the Children e Unicef significa garantire cibo, salute e istruzione a milioni di bambini. Vuol dire aiutare le persone con disabilità a integrarsi al meglio nei territori in cui vivono, fornendo servizi socio-sanitari adeguati e sostenere la ricerca per contro malattie come la leucemia e la sclerosi multipla. 

Ma significa anche lasciare un segno di noi, dei nostri valori, quando non ci saremo. Il tutto attraverso un gesto semplice e non vincolante, che può essere ripensato, modificato in qualsiasi momento e senza che vengano in alcun modo lesi i diritti legittimi dei propri cari e familiari. E senza che siano necessari ingenti patrimoni, perché per sostenere il lavoro quotidiano di associazioni impegnate nelle più importanti cause umanitarie e scientifiche, anche un piccolo lascito può fare la differenza.

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