Sono 50 mila le organizzazioni che si occupano di beni comuni e un milione i volontari, entrambi in continua crescita negli ultimi anni. A Milano un convegno alla Fondazione Cariplo

volontariato

C’è un’Italia che si prende cura dell’Italia. È rappresentata da circa 50 mila organizzazioni e da un milione di persone. Una realtà attiva e capillarmente distribuita, da Nord a Sud, nei borghi come nei grandi centri, che si occupa e si preoccupa di beni materiali come piazze, parchi o siti culturali e di beni immateriali come diritti, inclusione sociale e conoscenza.

I numeri sono in continua crescita: le organizzazioni negli ultimi anni (dal 2011 a oggi) fanno segnare +12% e i volontari +16% (elaborazione Centro Studi del Touring Club Italiano su dati Censimento permanente delle istituzioni non profit, Istat dicembre 2017).

Esiste dunque un’Italia autonoma, responsabile e solidale che dimostra quotidianamente come sia possibile costruire una “società della cura” fondata sull’apertura e sulla fiducia, alternativa alla “società della paura” fondata sulla chiusura e sulla diffidenza.

Fondazione Cariplo, Touring Club Italiano e Labsus hanno promosso per giovedì 14 marzo, alle 9.30, presso la sala congressi della Fondazione Cariplo (via Romagnosi 8, Milano), l’evento “Prendersi cura dell’Italia, bene comune” coinvolgendo Cai, Caritas, Fai, Legambiente e Slow Food. Questo per dar voce e visibilità a tutti quei soggetti che in vari modi e in diversi ambiti “si prendono cura” dell’Italia e in particolare di persone, territori, ambiente, paesaggi, beni culturali e tradizioni.

L’evento ha una valenza politica, nel senso più ampio del termine, perché l’Italia che vuole agire come “soggetto collettivo” rappresenta di fatto un’alternativa all’Italia dell’indifferenza. Nella prima parte della mattinata alcuni cittadini di varie aree del Paese testimonieranno esperienze dirette di cura dei beni comuni e a seguire le grandi organizzazioni nazionali proporranno la propria visione e il proprio impegno su questo tema.

 

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