Sono 9500 le persone rimaste senza tetto nella Diocesi di Yagoua, e il numero è destinato ad aumentare. L’appello di fratel Fabio Mussi

Inondazione Camerun

Non c’è pace per il Camerun, tormentato da cinque anni dal gruppo terroristico Boko Haram. Ora la Diocesi di Yagoua – che si sta risollevando dalla recente emergenza profughi, che ha visto coinvolte 40 mila persone – è stata colpita da una forte inondazione con conseguenze devastanti.

L’appello giunge da fratel Fabio Mussi, missionario del Pime in Camerun, direttore della Caritas di Yagoua. «I più colpiti sono i villaggi di Zina e Kai Kai – ha raccontato a fratel Mussi padre George, parroco a Kai Kai, una delle zone più critiche -. L’acqua continua a salire e ha allagato molti quartieri, obbligando la gente a rifugiarsi in zone più elevate, ma meno sicure. Attualmente sono oltre 9.500 le persone che hanno dovuto abbandonare le loro case e che dormono all’addiaccio. E questo numero è destinato ad aumentare giorno dopo giorno. Anche la nostra scuola è invasa dalle acque. Ieri l’acqua nelle aule scolastiche era a 30 cm, oggi è già a 70 cm. Con i genitori dei bambini abbiamo deciso di spostare i banchi e la scuola nei locali della parrocchia, in modo da continuare i corsi. Dateci una mano, perché molte famiglie hanno perso anche il loro raccolto di cereali».

Fratel Mussi elenca i quattro ambiti di intervento più urgenti:
Acqua potabile e salute: circa il 70% dei pozzi e delle perforazioni per acqua potabile è fuori uso. La conseguenza è il rischio dell’aumento delle malattie di origine idrica. Servono medicinali specifici e occorre scavare tre nuove perforazioni.
Situazione igienica: in molte catastrofi naturali la disponibilità di “latrine di urgenza” è spesso sottovalutata e comporta conseguenze sanitarie molto gravi. Padre George ne chiede almeno quattro.
Cibo: molte famiglie hanno perso completamente i loro raccolti (questo è proprio il periodo del raccolto della stagione agricola: mais, miglio, sorgo) e possono contare solo sul rimanente del raccolto dello scorso anno. Ben presto tutto sarà consumato e, se non ci saranno interventi correttivi, ci saranno fame e malattie e le persone più deboli purtroppo moriranno. Occorre un primo carico di 50 sacchi di miglio e mais per assicurare almeno un pasto giornaliero a tutti.
Scuola: l’edificio della scuola elementare, che ospita oltre 250 ragazzi, è inondata da oltre 70 cm di acqua. Servono sei lavagne portatili; lo stipendio ai sei insegnanti; il ripristino dell’edificio.

Purtroppo sono segnalate inondazioni anche nei Paesi limitrofi al Camerun (Repubblica Centrafricana e Congo) e quindi gli esperti dicono che i tempi per un assorbimento di questa massa d’acqua saranno lunghi.

Modalità di donazione: Bonifico bancario intestato a “Fondazione PIME Onlus”: IBAN IT 11 W 05216 01630 000000005733 BIC: BPCVIT2S oppure su www.pimemilano.com > DONA ORA (Donazioni online); www.pimemilano.com -> Aiutaci -> Modalità di versamento (Banca e Posta). Causale: “s121 – Emergenza inondazione estremo Nord del Camerun”

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