Si è aperta ieri a Rimini la XXXII edizione della settimana estiva organizzata da Cl sul tema “E l’esistenza diventa un’immensa certezza”. Giovedì 25 agosto alle 15 interverrà anche il cardinale Dionigi Tettamanzi per presentare la mostra su san Carlo Borromeo

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Si è aperta ieri la XXXII edizione del Meeting per l’amiciazia fra i popoli sul tema “E l’esistenza diventa un’immensa certezza”. A Rimini è iniziata quindi una settimana intensa di dibattiti, spettacoli, mostre e manifestazioni nel cuore dell’estate che si concluderà sabato. Secondo la tradizione interverranno molte personalità italiane e straniere, rappresentanti del mondo politico, economico, culturale, religioso… e che a diverso titolo aggiungeranno un tassello al grande mosaico che in pochi giorni sarà offerto al popolo dei ciellini, ma non solo.
Dopo il messaggio del Papa che ha invitato a «una certezza che nasce dalla fede» e non fondata sul destino dell’uomo, ad aprire i lavori ieri pomeriggio il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e a seguire Enrico Letta (Pd), Maurizio Lupi (presidente Camera dei deputati) e Giorgio Vittadini (presidendete Fondazione per la sussidiarietà) ai quali era stato affidato il tema “150 anni di sussidiarietà”.
Il capo dello Stato ha parlato soprattutto della crisi che ha colpito il mondo, l’Europa e di conseguenza anche l’Italia. «Possibile che si sia esitato a riconoscere la criticità della nostra situazione e la gravità effettiva delle questioni?», ha detto riferendosi alla manovra ecomica proposta solo una settimana fa. Per Napolitano non c’è dubbio che occorrono «risposte urgenti», mettendo da parte «gli interessi settoriali». Ha parlato anche di «autentica svolta» per rilanciare la crescita del Paese, Nord e Sud insieme, evitando le solite disuguagliane. Perché, ha aggiunto, «lasciare quell’abnorme fardello del debito pubblico sulle spalle delle generazioni più giovani e di quelle future significherebbe macchiarci di una vera e propria colpa storica e morale». Insomma, non c’è tempo da perdere, sembra dire il capo dello Stato, e molto resta ancora da fare in termini di riforme, lotta all’evasione, difesa dei diritti e della giustizia…
E guardando il giovane pubblico del Meeting, Napolitano ha lanciato un invito a impegnarsi nell’attività politica, è lui il primo a credere che ne valga la pena. Già da oggi «l’Italia è chiamata a recuperare affidabilità», ma in futuro toccherà alle giovani generazioni mantenerla e rilanciarla.
Il Meeting continua affrontando moltissimi temi, dalla famiglia al volontariato, dall’educazione al bene comune, all’industria globale, dall’immigrazione al Welfare, energia rinnovabile al federalismo fiscale.
Ogni giorno non mancano appuntamenti sui temi della fede, della morale, del dialogo… Tra gli invitati ci sarà anche il cardinale Dionigi Tettamanzi che interverrà per inaugurare la mostra “San Carlo Borromeo. La casa costruita sulla roccia”, spalleggiato da Armando Torno, giornalista del “Corriere della Sera”, e da Giuseppe Bolis, docente di Introduzione alla Teologia presso l’Università Cattolica di Milano e curatore della mostra.
Tra gli stand del Metting, per il terzo anno consecutivo, ci sarà anche la Fondazione Istituto Sacra Famiglia che parteciperà all’evento con una novità: una mostra fotografica realizzata con gli scatti di tre grandi nomi della fotografia italiana: Gianni Berengo Gardin, Sirio Magnabosco ed Enrico Zuppi. Una carrellata di immagini toccanti e coinvolgenti che ripercorre i 115 anni di vita dell’istituto fondato da mons. Domenico Pogliani. Dopo il Meeting la mostra sarà portata alla festa patronale di Cesano Boscone che si terrà dall’11 al 18 settembre a Cesano Boscone in Villa Sormani, e successivamente a Milano e nelle Università milanesi.
L’invito che rivolge ai partecipanti Emilia Guarnieri, presidente della Fondazione Meeting, «è di essere qui con gli occhi e il cuore aperto», perché una delle caratteristiche di queste giornate è che «è possibile incontrare qualcosa che sia utile per sé, scegliendo tra la grande quantità di appuntamenti in programma». L’importante però è «non perdere la complessità e la ricchezza di un’esperienza di popolo e di Chiesa che qui si può sperimentare».

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