«Se vedete intorno a voi le guerre, non rassegnatevi!»: questa la richiesta dei rappresentanti delle grandi religioni mondiali nel documento consegnato agli ambasciatori al termine dell'incontro promosso dalla Comunità di Sant'Egidio «nello spirito di Assisi»

di Maria Chiara BIAGIONI

«Se vedete intorno a voi le guerre, non rassegnatevi! I popoli desiderano la pace». È l’Appello di Pace che i rappresentanti delle grandi religioni mondiali, ebrei, cristiani, musulmani sunniti e sciiti, membri delle tradizioni buddiste e induiste, hanno consegnato, per mano dei bambini, agli ambasciatori di tutto il mondo. «Ringraziamo tutti gli amici del dialogo nel mondo e diciamo loro: coraggio! Il futuro del mondo dipende da questo: che ci riconosciamo fratelli. I popoli hanno un destino da fratelli sulla terra».

Nella suggestiva cornice del Colosseo di Roma, luogo carico di storia e di memoria, l’Appello è stato letto da una donna afghana, con indosso i tradizionali e colorati vestiti del suo Paese, durante la Cerimonia finale dell’incontro internazionale “Popoli fratelli, terra futura”, promosso nello “Spirito di Assisi”, dalla Comunità di Sant’Egidio. Durante gli interventi, sono state proiettate le immagini di distruzione e povertà causate dai conflitti in varie parti del mondo. Con Papa Francesco, a implorare il dono della pace, anche Ahmad Al-Tayyeb, Grande Imam di Al Ahzar, Bartolomeo I, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Karekin II, Patriarca Supremo e Catholicos di tutti gli Armeni, leader politici come la cancelliera Angela Merkel, esponenti di istituzioni. Si sono fermati per un minuto di silenzio in memoria delle vittime di tutte le guerre.

«Abbiamo vissuto un tempo doloroso di pandemia, non ancora concluso: abbiamo visto la fragilità di un mondo – ha detto Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio – e siamo all’appuntamento con un mondo nuovo, decisi a far tesoro della lezione sofferta della storia delle donne e degli uomini, decisi a costruirlo con tutti, specie i poveri e i giovani».

Angela Merkel, cancelliera della Repubblica Federale della Germania esprime parole di incoraggiamento. «L’opera della pace è un cammino duro e lungo, non sempre coronato dal successo. Ma disperare non è mai la soluzione, non dobbiamo mai rassegnarci né diventare spettatori passivi quando le persone soffrono per i conflitti. Perché solo chi cerca la pace può trovare la pace, per quanto sia lenta e difficile questa ricerca».

Della pandemia e della equa distribuzione dei vaccini ha parlato invece il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb che ha chiesto alla comunità internazionale un cambio di passo, invitando tutti a lavorare per favorire «un approccio di collaborazione e lo scambio dei beni e a dare precedenza all’interesse pubblico rispetto agli interessi privati».

Al termine della cerimonia, i leader religiosi presenti si sono scambiati un abbraccio fraterno di pace. Il Papa con il Rabbino, esponenti del mondo sunnita con rappresentanti sciiti, cristiani di diverse Chiese, tutti si sono ritrovati in un sincero abbraccio. «Nel mondo – scrivono i leader nell’Appello – ci sono tante guerre aperte, minacce terroristiche, gravi violenze. Si sta riabilitando l’uso della forza come strumento di politica internazionale». E mentre si sceglie la via del conflitto ignorando le lezioni della storia, «i popoli soffrono. Soffrono i profughi della guerra e della crisi ambientale, gli scartati, i deboli, gli indifesi. Spesso donne offese e umiliate, bambini senza infanzia, anziani abbandonati».

Sono soprattutto «i poveri, spesso invisibili» a invocare «per primi la pace. Ascoltarli, fa comprendere meglio la follia di ogni conflitto e violenza». C’è un appello anche al disarmo (perché «la proliferazione delle armi nucleari è un’incredibile minaccia») e al rispetto del pianeta. «Il futuro – scrivono i leader religiosi – appartiene a donne e uomini solidali e a popoli fratelli.  Possa Dio aiutarci a ricostruire la comune famiglia umana e a rispettare la madre terra. Davanti al Colosseo, simbolo di grandezza ma anche di sofferenza, ribadiamo con la forza della fede che il nome di Dio è pace».

 

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