«Scoraggiati e preoccupati» fanno appello a un intervento per «per porre fine alle azioni provocatorie» ed esortano «a continuare a pregare per la pace»

di Daniele ROCCHI

scontri a Gerusalemme Est

«Scoraggiati e preoccupati per i recenti fatti violenti a Gerusalemme est», i Patriarchi e i Capi delle Chiese di Gerusalemme, in un comunicato diffuso poco fa, fanno appello alla «comunità internazionale e a tutte le persone di buona volontà» affinché intervengano «per porre fine alle azioni provocatorie» ed esortano «a continuare a pregare per la pace di Gerusalemme».

Gli scontri tra manifestanti palestinesi e polizia – con centinaia di feriti e di arresti – che da giorni si verificano a Gerusalemme est, sono continuati anche ieri sera alla Spianata delle moschee, nei pressi della Porta di Damasco e nel quartiere di Sheikh Jarrah. Le proteste palestinesi sono contro lo sfratto di decine di famiglie palestinesi a Sheikh Jarrah e la consegna delle loro case a coloni ebrei che il Tribunale israeliano dovrebbe autorizzare a breve.

«Ciò che sta avvenendo nella Moschea di Al Aqsa e a Sheikh Jarrah – scrivono i capi delle Chiese della Città Santa – viola la santità del popolo di Gerusalemme e di Gerusalemme come città della pace. Le azioni che minano la sicurezza dei fedeli e la dignità dei palestinesi che sono soggetti a sfratto sono inaccettabili. Il carattere speciale di Gerusalemme, la Città Santa, con l’attuale Status Quo, – ribadiscono i leader religiosi – obbliga tutte le parti a preservare la già delicata situazione nella Città Santa di Gerusalemme. La crescente tensione, alimentata principalmente da gruppi radicali di destra, mette in pericolo la già fragile realtà di Gerusalemme e dei suoi dintorni». Da qui il loro appello alla «Comunità internazionale e tutte le persone di buona volontà ad intervenire per porre fine a queste azioni provocatorie e a continuare a pregare per la pace di Gerusalemme».

Ieri papa Francesco, al termine del Regina Caeli, ha affermato di seguire «con particolare preoccupazione» gli eventi che stanno accadendo a Gerusalemme. «Prego affinché essa sia luogo di incontro e non di scontri violenti, luogo di preghiera e di pace. Invito tutti a cercare soluzioni condivise affinché l’identità multireligiosa e multiculturale della Città Santa sia rispettata e possa prevalere la fratellanza. La violenza genera solo violenza. Basta con gli scontri».

 

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