Presentato il Rapporto biennale sulla situazione nel nostro Paese curato dall’Osservatorio nazionale

«È possibile un’alleanza italiana per la famiglia?». Questo l’interrogativo sul quale si è imperniata, ieri a Roma, la celebrazione della Giornata internazionale della famiglia, in occasione della quale è stato anche presentato il Rapporto biennale sulla condizione della famiglia in Italia, a cura dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia.

Una bussola per tutti

«La famiglia è la chiave di volta per la ricostruzione del tessuto sociale», in un momento «dominato dalla crisi economica, ma soprattutto da una crisi relazionale». Lo ha detto il ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione Andrea Riccardi, definendo la famiglia «un tema cruciale» e «non facile per il Paese». Sottolineando «l’importanza sempre crescente delle famiglie degli immigrati» presenti in Italia, il Ministro ha auspicato «una grande alleanza per la famiglia», che non è solo un «fatto privato, ma una risorsa per la vita dell’intera società». La famiglia, ha aggiunto Riccardi, «rappresenta una bussola per chi vuole fare politica», ma anche per i cittadini: «Da soli gli individui realizzano meno le proprie potenzialità. Perciò bisogna fare il massimo anche in un momento di ristrettezza economica».

L’importanza delle “buone pratiche”

A riprendere il tema dell’“alleanza per la famiglia”, al centro del Rapporto, dal titolo La famiglia in Italia. Sfide sociali e innovazioni nei servizi, è stato il curatore, il sociologo Pierpaolo Donati, secondo il quale «è l’analisi della famiglia che ci dice quanto il tessuto sociale si stia spappolando, e quanto ci sia necessità di una convergenza, dall’alto e dal basso, su un orizzonte comune». Due le priorità, ha spiegato Donati: «Le giovani coppie e la solidarietà tra le generazioni, mediata dalla famiglia». Per il sociologo, nel dettaglio «occorre una grande convergenza delle forze politiche, sociali e culturali, partendo dalla consapevolezza che la famiglia è un soggetto a cui si può dare attenzione solo sacrificando gli interessi immediati della politica». Il Rapporto, ha aggiunto Donati, «vuole essere anche un contributo importante al dibattito europeo, in cui c’è una grande difficoltà ad affrontare il tema della famiglia». Nel Rapporto – diviso in due volumi, il primo dei quali affronta gli aspetti demografici, sociali e legislativi, mentre il secondo tratta delle “buone pratiche” in atto – si auspicano «politiche familiari relazionali, sussidiarie e societarie, che non siano la riedizione del vecchio assistenzialismo».

«Salvare il cuore del Paese»

Per Francesco Belletti, presidente del Forum delle associazioni familiari, è urgente un’«alleanza per la famiglia» come «partita di sistema, non tema di nicchia, in cui sono coinvolti tutti gli attori sociali», dal momento che non «bisogna salvare solo banche e aziende, ma anche e soprattutto il cuore del Paese». Belletti, che ha chiesto alla politica di «restituire alle famiglie quello che hanno dato finora», ha poi auspicato che, grazie ai «pilastri» rappresentati da «fisco, welfare e lavoro», si stabiliscano «misure più eque», «accordi tra territori», per far sì che «la famiglia sia luogo generativo e motore di sviluppo» e non «un ammortizzatore sociale». Di una «fortissima esigenza di riequilibrio del sistema fiscale in Italia», per scongiurare «l’aumento delle disuguaglianze», ha parlato Luca Antonini, del comitato scientifico dell’Osservatorio, secondo il quale quello fiscale «è un problema anche culturale», che per quanto riguarda la famiglia comporta la capacità di «riconoscere il valore del legame, che non può essere considerato alla stregua di altri legami». «Sempre più famiglie, ma più piccole; anziani soli in aumento; forte riduzione delle coppie con figli»: questo, in sintesi, l’identikit delle 23 milioni di famiglie censite dal Rapporto, ha riferito il demografo Gian Carlo Blangiardo.

«Rafforzare il tessuto connettivo sociale»

«È necessario valorizzare la soggettività della famiglia per rafforzare il tessuto connettivo sociale. Con il piano nazionale per le famiglie per la prima volta la politica crea un quadro organico e unitario, superando la logica della frammentarietà degli interventi». Così si è espresso il presidente della Camera Gianfranco Fini, mentre sull’importanza di «favorire il lavoro delle donne, fattore fondamentale per l’equilibrio delle famiglie» ha insistito il ministro per le Pari opportunità Elsa Fornero, che ha sottolineato come la famiglia viva «una crisi che è nel contempo economica, d’identità e valori». Le istituzioni, ha affermato il Ministro, «devono aiutare i genitori nel loro ruolo» e «attuare politiche di conciliazione perché gli uomini facciano i padri e non portino solo il pane a casa». Fabrizio Barca, ministro per la Coesione territoriale, ha ribadito in chiusura che è necessario investire sulla famiglia «anche togliendo soldi a cose meno vitali» perché solo con la famiglia, «grumo fertile di relazioni», è possibile rispondere «con coraggio e fiducia alla fase difficile che attraversiamo».

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