Alberto Minoia, responsabile dell’Area Emergenze nazionali, descrive gli interventi in atto nella zona alluvionata: consegnati deumidificatori e idropulitrici per svuotare dall’acqua case e negozi

di Francesca LOZITO

Alberto Minoia

Dodici deumidificatori, otto idropulitrici e quattro generatori di aria calda. Sono il primo aiuto che Caritas Ambrosiana ha portato a Olbia ne giorni scorsi. Un contributo concreto, di emergenza, necessario proprio nei giorni immediatamente successivi alla violenta alluvione che ha colpito l’isola. Lo spiega Alberto Minoia, responsabile dell’Area Emergenze nazionali di Caritas Ambrosiana, che nei giorni scorsi è stato a Olbia assieme a un collega per portare queste apparecchiature: «Si tratta di macchinari professionali, molto potenti, che danno un forte contributo nella pulizia degli edifici travolti dall’acqua. Hanno una doppia funzione: da una parte aiutano le famiglie a rientrare nelle case; dall’altra consentono agli esercizi commerciali di riavviare l’attività. Parte di queste attrezzature le abbiamo acquistate appositamente, altre le avevamo già portate in Toscana in occasione del precedente disastro idrogeologico: infatti per raggiungere la Sardegna ci siamo imbarcati da Livorno, proprio per ritirare i deumidificatori». Arrivata in Sardegna, la piccola delegazione di Caritas Ambrosiana ha prima di tutto consegnato le apparecchiature «alle famiglie che ne avevano fatto richiesta», riprende Minoia. «Man mano che verranno utilizzate, ovviamente, verranno poi passate ad altre famiglie e ai commercianti».

Qual è la situazione che i due operatori Caritas hanno trovato nell’isola? «La popolazione, anche quella delle altre province non coinvolte nell’emergenza, si è attivata moltissimo. Ci hanno raccontato che, fin dalle primissime ore dopo l’alluvione, tutti si sono prodigati per rimuovere i detriti, pulire le case, riaprire i negozi…». E lo scenario odierno è il risultato di questa straordinaria solidarietà: «Andando in giro in questi giorni si nota solo un leggero strato di fango, come segno tangibile di quello che è accaduto», continua Minoia. «In alcuni casi sembra quasi che non sia successo quello che abbiamo visto nelle immagini televisive». Del disastro accaduto, però, rimangono segni tangibili e significativi: «Sì, entrando nelle case la sensazione è terribile. Vedere i muri fradici di edifici magari costruiti con i frutti di una vita di sacrifici provoca davvero un grande sconforto». E la devastazione marca anche il territorio: «Lo sguardo si posa anche sulle macchine rimaste in mezzo ai campi, come sospese. Un quadro surreale. Un’altra immagine indelebile sono i binari divelti delle ferrovie: l’acqua è passata sotto, ha fatto pressione e li ha fatti saltare». Non mancano altri strascichi del disastro naturale: «Ci sono discariche improvvisate, cumuli di rifiuti lasciati per strada…», racconta ancora Minoia.

Ci vorrà tempo, naturalmente, per ritornare alla normalità. Andel dopo il rientro a Milano, Minoia e l’altro operatore di Caritas Ambrosiana non perderanno i contatti con la diocesi di Tempio Ampurias di cui fa parte Olbia: «Come Caritas Ambrosiana continueremo a restare in contatto attraverso la rete di Caritas Nazionale», conclude. «Dobbiamo dare alla gente il tempo necessario per rendersi conto di quello di cui hanno bisogno per ricominciare a vivere».

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