Salgono a 26 i profughi salvati dai trafficanti accolti in Diocesi grazie all’iniziativa voluta dalla Cei. Gualzetti: «Le comunità hanno aperto le braccia dimostrando un profondo senso di pietà e di condivisione per un progetto di solidarietà sostenuto dalla Chiesa»

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Sono giunti a Milano ieri sera alle 21.10 i sei profughi assegnati alla Diocesi ambrosiana entrati in Italia grazie al corridoio umanitario aperto con l’Etiopia. Il gruppo dei nuovi arrivati è composto da quattro giovani e una coppia. I giovani sono stati accompagnati a Cassano Magnago (Va), la coppia ad Erba (Co) negli appartamenti che erano stati predisposti rispettivamente dagli operatori delle cooperativa Intrecci e Arcobaleno che erano andati ad accoglierli a Lampugnano.

Tutti di nazionalità eritrea, sono stati imbarcati ad Addis Abeba su un volo dell’Ethiopian Airlines insieme ad altri 79 beneficiari dell’iniziativa umanitaria. Atterrati all’aeroporto di Fiumicino alle 4.30 di ieri mattina, giovedì, e sbrigate le formalità burocratiche, hanno proseguito il viaggio in pullman ogni gruppo verso le diocesi di destinazione.

«Sono molto affaticati per il lungo viaggio, ma anche pieni di speranza per il loro futuro», racconta suor Cristina Ripamonti dell’area stranieri di Caritas Ambrosiana referente per il progetto che è ha viaggiato con loro fino a capoluogo lombardo.

Con loro salgono a 26 i beneficiari dei corridoi umanitari accolti in Diocesi dalla scorsa estate. Suddivisi in piccoli nuclei, tenendo conto dei legami familiari o delle semplici relazioni di amicizia, sono ospitati in case a volte di proprietà della parrocchia in altri casi offerte a titolo gratuito da qualche cittadino a Fagnano Olona (Va), Oggiona Santo Stefano (Va), Lecco, Gaggiano (Mi), Sesto San Giovanni (Mi), Lissone (Mb). Ad ogni gruppo è stata assegnata una famiglia tutor, una squadra di volontari, e una equipe di professionisti in servizio nelle cinque cooperative coinvolte (Farsi Prossimo coop, Intrecci, Sociosfera, Novomillennio e Arcobaleno). Ne sono nate storie di solidarietà.

«John e Fikrte facevano parte del primo gruppo, quello arrivato a giugno dello scorso anno. In pochi mesi si sono già ben inseriti in parrocchia. Stanno imparando l’italiano e domenica scorsa hanno partecipato alla festa della famiglia organizzato dalla comunità. La loro storia colpisce sempre molto. Sono ospitati in un appartamento offerto gratuitamente da un cittadino che quando li ha conosciuti ci ha chiesto se poteva fare anche qualcosa di più», racconta Federica Di Donato della cooperativa Intrecci.

«Il corridoio umanitario viene offerto a migranti particolarmente vulnerabili. Anche a causa delle violenze che hanno subito molti di loro si trovano in condizioni fisiche incompatibili con gli standard di vita dei campi profughi etiopi dove hanno trovato un primo rifugio. Altri rischiano di finire nelle mani dei trafficanti. Le nostre comunità li stanno accogliendo con grande generosità, dimostrando quanto radicato sia il sentimento di pietà umana verso la sofferenza di questi nostri fratelli e sorelle», commenta Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana.

Con questi ultimi arrivi, si completa il numero di ingressi previsti nel nostro Paese attraverso il protocollo d’intesa firmato dalla Conferenza episcopale italiana e dal governo italiano con l’Etiopia che prevedeva dall’estate del 2018 l’accoglienza di 500 persone nelle 17 Diocesi aderenti.
I progetti di accoglienza sono sostenuti da fondi CEI 8X1000.

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