Dopo il rapimento di due preti e di una suora, la Diocesi segue con apprensione la situazione nel territorio di Maroua-Mokolo, dove si trovano anche due ausiliarie ambrosiane

di Luisa BOVE

Camerun

Dopo mesi di tensione al confine con la Nigeria (il cui esercito sta effettuando bombardamenti), in Camerun venerdì scorso, nella diocesi di Maroua-Mokolo, sono stati rapiti due missionari fidei donum di Vicenza, don Giampaolo Marta e don Gianantonio Allegri, e un’anziana religiosa canadese, suor Gilberte Bussier. Con ogni probabilità i rapitori potrebbero essere frange di estremisti islamici, gli jiadisti di Boko Haram (lo stesso gruppo che nel novembre scorso aveva rapito, sempre nella zona, un missionario francese). Nonostante la presenza di altre religiose locali, i sequestratori hanno prelevato solo la missionaria straniera. Tempo fa la polizia del Camerun aveva scoperto tre camion di armi di Boko Haram e li aveva sequestrati: gli estremisti avevano minacciato vendetta, che non è escluso si sia concretizzata appunto nel rapimento dei missionari.

La Diocesi di Milano segue con attenzione la vicenda, anche perché a Loulou, nella parrocchia di S. Giuseppina Bakhita – vicina a quella dove è avvenuto il sequestro – dall’ottobre scorso sono presenti due ausiliarie diocesane, Anna ed Emanuela, che collaborano con altri due fidei donum vicentini. Si tratta di una zona a rischio di incursioni terroristiche: per questo, già tre settimane fa don Antonio Novazzi, responsabile dell’Ufficio missionario della Diocesi, durante la sua visita in Camerun aveva insistito che almeno di notte ci fossero due guardie armate a difesa della missione. Intanto, per motivi di sicurezza, martedì scorso le due missionarie ambrosiane (e i due fidei donum di Vicenza) sono stati trasferiti nella città di Maroua, dove si muovono scortati anche per andare in chiesa. Hanno già in tasca la prenotazione di un volo per rientrare in Italia a fine aprile per precedenti impegni, ma non è escluso che la loro partenza venga anticipata di qualche settimana.

Nella diocesi di Garoua, 200 chilometri a sud di Maroua-Mokolo, dove la situazione sembra più tranquilla, è presente un missionario fidei donum ambrosiano, don Alberto Dell’Acqua, che segue con apprensione la vicenda del rapimento dei sacerdoti e della religiosa.

Questa mattina tutti i missionari di Como, Vicenza e Milano che operano nella diocesi del nord del Camerun si sono incontrati con il Governatore, il Ministro della Difesa camerunese e il Vescovo di Maroua-Mokolo per valutare la situazione. La Farnesina è al lavoro per giungere a una rapida soluzione, ma mantiene il massimo riserbo.

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