I commenti e le testimonianze dei componenti della delegazione ambrosiana che sta vivendo a Reggio Calabria l'esperienza della 46esima "Settimana sociale dei cattolici italiani"

di Davide MILANI
Redazione Diocesi

Dal pomeriggio del secondo giorno sono diventati loro – i 1200 delegati provenienti da tutta Italia – i protagonisti della 46 edizione della “Settimana sociale dei cattolici italiani”. Un protagonismo nei fatti: per due sessioni di lavoro si sono alternati in centinaia per condividere le proprie idee, le proposte, le suggestioni, le riflessioni, le indicazioni concrete, le esperienze. Una ricchezza unica di cui la Chiesa italiana dovrà e saprà fare tesoro. Gli interventi che copiosamente si sono succeduti nelle cinque aree nelle quali le riflessioni del primo giorno hanno trovato concretezza hanno infatti offerto preziosi contributi per comporre l’Agenda di speranza, sintesi finale della “Settimana”.
“Il cardinale Angelo Bagnasco nella sua prolusione ha mantenuto un profilo alto, richiamando il magistero e le questioni decisive poste da Benedetto XVI con il suo messaggio” spiega don Walter Magnoni, collaboratore del Vicariato per la Vita Sociale della Diocesi di Milano. Tanti i temi d’attualità portati al centro dell’attenzione in questa “Settimana sociale”, ma tutti “fatti discendere e collegati al tema della difesa vita”.
Don Walter ritiene strategico il tema analizzato da diverse relazioni: il federalismo. “Lanciato con forza dal professor Diotallevi, questo tema – sempre declinato nella forma del federalismo solidale – è stato ripreso con forza dal Rettore dell’Università Cattolica Lorenzo Ornaghi, il quale ha ricordato il lavoro iniziato quindici anni fa dalla commissione giustizia e pace della Diocesi di Milano. Tornando a Milano sento forte l’esigenza di continuare e aggiornare questo lavoro”.
Intervenendo nell’area del lavori dedicata al tema “intraprendere” don Walter ha indicato come prioritaria l’esigenza di ripensare il rapporto tra la scuola e il lavoro: “Occorre istituire un sistema di controllo affinché i giovani impegnati nel mondo del lavoro nella forma del tirocinio e dello stage vivano davvero un’esperienza formativa e qualificante senza essere in realtà oggetto di lavoro non qualificato a costo quasi zero per l’azienda”.
Ai lavori sul tema della migrazione e dell’inclusione sociale ha partecipato Paola Pessina, già sindaco di Rho e ora nel Consiglio di Amministrazione del Policlinico di Milano. “Il metodo di lavoro a gruppi è stato estremamente produttivo: insieme, confrontandoci da esperienze diverse abbiamo spinto avanti lo sguardo. Il lavoro collettivo è stato carne e sangue rispetto al quadro disegnato dalle relazioni introduttive”. La riflessione comune ha dato forza e consapevolezza ai delegati della “Settimana” concretamente attivi e protagonisti sul territorio a proposito dei temi discussi sui temi trattati. Come è stato nel confronto sul tema dell’immigrazione: “Partecipando alla discussione ho sperimentato la consapevolezza condivisa di essere davanti ad una frontiera a proposito delle questioni sollevate dalla presenza tra di noi degli immigrati. Come cattolici siamo chiamati ad essere più coraggiosi degli altri. I limiti che riscontriamo oggi al processo di integrazione sono valicabili. E’ ragionevole il discorso sulla sostenibilità dell’immigrazione ma occorre spingersi avanti”.
Dallo stesso gruppo di lavoro giunge la riflessione di Giovanni Giulio Valtolina, docente di Psicologia dello sviluppo interculturale presso l’Università Cattolica di Milano: “Avvertiamo fortemente l’esigenza di sensibilizzare le comunità cristiane sul tema dell’inclusione degli stranieri perché oggi giorno sembra prevalere la paura di chi è portatore di culture, tradizioni, e stili di vita differenti dai nostri. E’ necessità ormai non più procrastinabile quella di impegnarsi in ambito educativo sia nella scuola che nelle nostre comunità cristiane, specie negli oratori”. Importante il ruolo di chi già è attivo in questo ambito – come Caritas e Migrantes – specie per l’opera di insegnamento della lingua Italiana agli stranieri, “condizione primaria senza la quale difficilmente è possibile una reale inclusione” .
A Reggio Calabria ha respirato un clima di serenità e consapevolezza di quanto viene oggi chiesto ai cattolici in politica e nel sociale Gianni Bottalico, presidente Acli della provincia di Milano, Monza e Brianza). “Oggi è chiesto un rinnovato impegno per il bene comune a chi occupa posizioni di responsabilità sia nelle associazioni ecclesiali sia nelle realtà sociali”. I temi più urgenti su cui intervenire per Bottalico sono “il lavoro, la coesione sociale, l’inclusione delle nuove presenze, le grandi riforme istituzionali, il controllo della spesa pubblica e la lotta agli sprechi. Dobbiamo tutti lavorare insieme per risolvere queste emergenze, confrontandoci tra di noi e soprattutto facendo sentire la nostra voce alle istituzioni, locali, regionali e nazionali”.
Più volte a Reggio Calabria è risuonata l’esigenza di formare nuovi politici cristiani. Interessante il punto di vista di Gianfranco Castro, manager d’azienda e membro della segreteria organizzativa della Scuola di formazione politica “Date a Cesare” della Diocesi di Milano, che ha partecipato al gruppo di lavoro su “Completare la transazione istituzionale”: “L’impressione che ne ho ricavato – spiega Castro – è quella di un gruppo di lavoro forte, motivato coeso, che fa leva sulle esperienze provenienti dai diversi carismi da parte delle varie realtà ecclesiali per contribuire tutti insieme al cambiamento. Fa piacere trovarsi insieme a discutere, colpisce la grande presenza di giovani che sentono forte il richiamo di Bagnasco a mettersi in gioco, ad essere “il sale della terra” entrando direttamente in politica apportando il loro contributo”.
Per Castro i temi emersi più urgenti da affrontare sono stati “il diritto degli elettori di ritornare a scegliere direttamente i propri rappresentanti in Parlamento, una riforma in senso federale dello Stato che sia solidale che combatta gli sprechi e che risponda ai bisogni reali dei territori, la realizzazione di iniziative di formazione della classi dirigente”. Impegnato nell’organizzazione della scuola di formazione politica per i giovani a Milano, Castro è rimasto colpito da molti rappresentanti provenienti da ogni parte d’Italia sia emersa “l’esigenza di creare scuole di formazione politica diocesane, attività che in terra ambrosiana è attiva già da tre anni”. Dal pomeriggio del secondo giorno sono diventati loro – i 1200 delegati provenienti da tutta Italia – i protagonisti della 46 edizione della “Settimana sociale dei cattolici italiani”. Un protagonismo nei fatti: per due sessioni di lavoro si sono alternati in centinaia per condividere le proprie idee, le proposte, le suggestioni, le riflessioni, le indicazioni concrete, le esperienze. Una ricchezza unica di cui la Chiesa italiana dovrà e saprà fare tesoro. Gli interventi che copiosamente si sono succeduti nelle cinque aree nelle quali le riflessioni del primo giorno hanno trovato concretezza hanno infatti offerto preziosi contributi per comporre l’Agenda di speranza, sintesi finale della “Settimana”.“Il cardinale Angelo Bagnasco nella sua prolusione ha mantenuto un profilo alto, richiamando il magistero e le questioni decisive poste da Benedetto XVI con il suo messaggio” spiega don Walter Magnoni, collaboratore del Vicariato per la Vita Sociale della Diocesi di Milano. Tanti i temi d’attualità portati al centro dell’attenzione in questa “Settimana sociale”, ma tutti “fatti discendere e collegati al tema della difesa vita”.Don Walter ritiene strategico il tema analizzato da diverse relazioni: il federalismo. “Lanciato con forza dal professor Diotallevi, questo tema – sempre declinato nella forma del federalismo solidale – è stato ripreso con forza dal Rettore dell’Università Cattolica Lorenzo Ornaghi, il quale ha ricordato il lavoro iniziato quindici anni fa dalla commissione giustizia e pace della Diocesi di Milano. Tornando a Milano sento forte l’esigenza di continuare e aggiornare questo lavoro”.Intervenendo nell’area del lavori dedicata al tema “intraprendere” don Walter ha indicato come prioritaria l’esigenza di ripensare il rapporto tra la scuola e il lavoro: “Occorre istituire un sistema di controllo affinché i giovani impegnati nel mondo del lavoro nella forma del tirocinio e dello stage vivano davvero un’esperienza formativa e qualificante senza essere in realtà oggetto di lavoro non qualificato a costo quasi zero per l’azienda”.Ai lavori sul tema della migrazione e dell’inclusione sociale ha partecipato Paola Pessina, già sindaco di Rho e ora nel Consiglio di Amministrazione del Policlinico di Milano. “Il metodo di lavoro a gruppi è stato estremamente produttivo: insieme, confrontandoci da esperienze diverse abbiamo spinto avanti lo sguardo. Il lavoro collettivo è stato carne e sangue rispetto al quadro disegnato dalle relazioni introduttive”. La riflessione comune ha dato forza e consapevolezza ai delegati della “Settimana” concretamente attivi e protagonisti sul territorio a proposito dei temi discussi sui temi trattati. Come è stato nel confronto sul tema dell’immigrazione: “Partecipando alla discussione ho sperimentato la consapevolezza condivisa di essere davanti ad una frontiera a proposito delle questioni sollevate dalla presenza tra di noi degli immigrati. Come cattolici siamo chiamati ad essere più coraggiosi degli altri. I limiti che riscontriamo oggi al processo di integrazione sono valicabili. E’ ragionevole il discorso sulla sostenibilità dell’immigrazione ma occorre spingersi avanti”.Dallo stesso gruppo di lavoro giunge la riflessione di Giovanni Giulio Valtolina, docente di Psicologia dello sviluppo interculturale presso l’Università Cattolica di Milano: “Avvertiamo fortemente l’esigenza di sensibilizzare le comunità cristiane sul tema dell’inclusione degli stranieri perché oggi giorno sembra prevalere la paura di chi è portatore di culture, tradizioni, e stili di vita differenti dai nostri. E’ necessità ormai non più procrastinabile quella di impegnarsi in ambito educativo sia nella scuola che nelle nostre comunità cristiane, specie negli oratori”. Importante il ruolo di chi già è attivo in questo ambito – come Caritas e Migrantes – specie per l’opera di insegnamento della lingua Italiana agli stranieri, “condizione primaria senza la quale difficilmente è possibile una reale inclusione” .A Reggio Calabria ha respirato un clima di serenità e consapevolezza di quanto viene oggi chiesto ai cattolici in politica e nel sociale Gianni Bottalico, presidente Acli della provincia di Milano, Monza e Brianza). “Oggi è chiesto un rinnovato impegno per il bene comune a chi occupa posizioni di responsabilità sia nelle associazioni ecclesiali sia nelle realtà sociali”. I temi più urgenti su cui intervenire per Bottalico sono “il lavoro, la coesione sociale, l’inclusione delle nuove presenze, le grandi riforme istituzionali, il controllo della spesa pubblica e la lotta agli sprechi. Dobbiamo tutti lavorare insieme per risolvere queste emergenze, confrontandoci tra di noi e soprattutto facendo sentire la nostra voce alle istituzioni, locali, regionali e nazionali”.Più volte a Reggio Calabria è risuonata l’esigenza di formare nuovi politici cristiani. Interessante il punto di vista di Gianfranco Castro, manager d’azienda e membro della segreteria organizzativa della Scuola di formazione politica “Date a Cesare” della Diocesi di Milano, che ha partecipato al gruppo di lavoro su “Completare la transazione istituzionale”: “L’impressione che ne ho ricavato – spiega Castro – è quella di un gruppo di lavoro forte, motivato coeso, che fa leva sulle esperienze provenienti dai diversi carismi da parte delle varie realtà ecclesiali per contribuire tutti insieme al cambiamento. Fa piacere trovarsi insieme a discutere, colpisce la grande presenza di giovani che sentono forte il richiamo di Bagnasco a mettersi in gioco, ad essere “il sale della terra” entrando direttamente in politica apportando il loro contributo”.Per Castro i temi emersi più urgenti da affrontare sono stati “il diritto degli elettori di ritornare a scegliere direttamente i propri rappresentanti in Parlamento, una riforma in senso federale dello Stato che sia solidale che combatta gli sprechi e che risponda ai bisogni reali dei territori, la realizzazione di iniziative di formazione della classi dirigente”. Impegnato nell’organizzazione della scuola di formazione politica per i giovani a Milano, Castro è rimasto colpito da molti rappresentanti provenienti da ogni parte d’Italia sia emersa “l’esigenza di creare scuole di formazione politica diocesane, attività che in terra ambrosiana è attiva già da tre anni”. –

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