Il VII Forum di Greenaccord

a cura di Patrizia CAIFFA
Redazione

Una guida non vedente che aiuta a scoprire il “mondo invisibile” dei boschi durante escursioni notturne. Il “Cammino di Maria” da Monaco di Baviera a Venezia. Un parroco che soccorre gli escursionisti in difficoltà nel Sud Tirolo. Sono alcune esperienze raccontate durante la giornata conclusiva dei lavori del VII Forum dell’informazione cattolica organizzato dall’associazione Greenaccord, svoltosi a Pistoia dal 25 al 27 giugno sul tema “L’umanità in cammino nel creato”.
Numerosi gli interventi di esperti e le testimonianze. Durante il Forum sono stati anche consegnati i premi giornalistici “Sentinelle del Creato” a Vincenzo Varagona del Tgr Rai Marche, Mario Barbarisi del settimanale diocesano Il Ponte (Avellino), e Antonio Mira di Avvenire, scelti da Ucsi (Unione cattolica stampa italiana), Fisc (Federazione italiana stampa cattolica) e Greenaccord. Il riconoscimento, ideato nel 2008, ha l’obiettivo di incentivare, all’interno della stampa cattolica, una riflessione sulla responsabilità del cristiano nei confronti dell’ambiente. Una guida non vedente che aiuta a scoprire il “mondo invisibile” dei boschi durante escursioni notturne. Il “Cammino di Maria” da Monaco di Baviera a Venezia. Un parroco che soccorre gli escursionisti in difficoltà nel Sud Tirolo. Sono alcune esperienze raccontate durante la giornata conclusiva dei lavori del VII Forum dell’informazione cattolica organizzato dall’associazione Greenaccord, svoltosi a Pistoia dal 25 al 27 giugno sul tema “L’umanità in cammino nel creato”.Numerosi gli interventi di esperti e le testimonianze. Durante il Forum sono stati anche consegnati i premi giornalistici “Sentinelle del Creato” a Vincenzo Varagona del Tgr Rai Marche, Mario Barbarisi del settimanale diocesano Il Ponte (Avellino), e Antonio Mira di Avvenire, scelti da Ucsi (Unione cattolica stampa italiana), Fisc (Federazione italiana stampa cattolica) e Greenaccord. Il riconoscimento, ideato nel 2008, ha l’obiettivo di incentivare, all’interno della stampa cattolica, una riflessione sulla responsabilità del cristiano nei confronti dell’ambiente. Il “Cammino di Maria” Il “Cammino di Maria” permette a escursionisti e pellegrini di raggiungere Venezia partendo da Monaco di Baviera: 521 chilometri di percorso che conducono i pellegrini dalla basilica di Santa Maria di Monaco fino alla città lagunare. Fondato da Ludwig Grassler nel 1977, sul cammino i visitatori trovano a guidarli installazioni raffiguranti la Vergine Maria. «Il cammino di Maria – ha spiegato Konrad Messner, dell’Istituto per lo sviluppo regionale dell’Alto Adige – è un percorso che permette di entrare a contatto con realtà molto differenti tra loro. Ogni Paese, ogni valle, ogni comunità ha infatti la propria lingua, le proprie tradizioni, la propria architettura e peculiarità gastronomiche. Percorrendo il cammino, il pellegrino riesce a riprendere il contatto con i valori e le risorse naturali che ci circondano e che spesso la routine quotidiana ci fa dare per scontate». Nei boschi, di notte L’esperienza di “guida non vedente”, nei boschi dell’Alto Casentino, in Toscana, è stata descritta da Wolfgang Fasser, fisioterapista e musicoterapeuta. «In genere, siete voi a fare da guida a me nel mondo visibile. Ma io posso farvi da guida nel mondo invisibile», ha spiegato. Reso cieco da una malattia, Fasser non ha rinunciato a incontrare il mondo. Per molto tempo, è stato volontariato nel Lesotho, uno degli Stati più poveri dell’Africa. Da vent’anni, guida gli escursionisti in passeggiate notturne nei boschi attorno alla casa della Fraternità Romena – dove abita – per ascoltare le voci e gustare gli odori del bosco. L’esperienza di un’escursione notturna infatti permette ai vedenti di toccare con mano cosa prova chi è privo della vista e fa riscoprire l’esigenza della solidarietà e della collaborazione reciproca. «La società attuale – ha raccontato – è caratterizzata dal dominio dell’individualismo, dell’immagine, della frenesia, del rumore. Una simile esperienza, con i necessari tempi da dedicare all’ascolto e al silenzio, è un cammino che permette di ricondurci dentro noi stessi e all’essenza delle cose». In aiuto agli escursionisti in difficoltà Don Joseph Hurton, 82 anni, capelli bianchi e modi gentili, è da mezzo secolo parroco di Solda, il comune più elevato del Sud Tirolo, 400 abitanti a quasi 2.000 metri d’altezza. La sua attività pastorale consiste nell’aiuto agli escursionisti in difficoltà. Molte volte, come capo della stazione di soccorso di Solda, don Joseph è partito, anche nel cuore della notte, per cercare turisti dispersi tra valanghe e burroni. Per lui l’amore per la montagna è il primo gradino verso Dio: «Se la natura umana cammina bene, anche la Grazia cammina bene. Però la Grazia non può lavorare dove la natura non cammina bene». Migrazioni e cambiamenti climatici «I cambiamenti climatici inevitabilmente produrranno un aumento del numero di migranti». Lo ha ricordato monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes. «Nei prossimi dieci anni, i cambiamenti climatici già in atto esporranno al rischio fame 49 milioni di persone nel mondo – ha detto -. Sono 262 milioni le persone che ogni anno sono colpite da disastri legati al clima. Persone che si trasformano in “rifugiati ambientali” e che bussano alla porta del Nord del mondo».L’aspetto assurdo della questione, ha spiegato, è che «sarebbe sufficiente un investimento dell’1% del Pil mondiale annuo per arrestare il cambiamento climatico». Ma occorre anche un cambiamento di mentalità: «Non possiamo fingere che ci siano degli “invisibili”. Non possiamo fingere che ci siano dei “clandestini”. Dobbiamo anzitutto riconoscere che ci sono persone nuove, non conosciute, con storie di vita differenti, con le quali dobbiamo costruire relazioni, andare incontro anziché perseguire il rifiuto, l’allontanamento e lo scontro». Ecologia e solidarietà «La questione ecologica deve essere un’opportunità per costruire una solidarietà globale; i cristiani hanno una marcia in più in questa ricerca, perché hanno la capacità di comprendere il tema ambientale come una questione antropologica e morale»: l’ha detto Flaminia Giovanelli, sottosegretario del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace. Secondo Giovanelli, «bisogna puntare su un tipo di sviluppo di qualità, che abbia un basso impatto verso l’ambiente e la natura. La revisione degli indicatori per misurare le performances economiche degli Stati è in questo senso essenziale per misurare in modo più giusto la ricchezza».

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