A chi giovano tanti cambiamenti?

di Alberto CAMPOLEONI
Redazione

Adesso arriva anche la proposta di posticipare l’inizio delle scuole a fine settembre. Verrebbe da chiedersi, con una battuta: ma dove vivono questi parlamentari?
A dire la verità in diversi si sono sollevati subito di fronte alla proposta del senatore del Pdl Giorgio Rosario Costa che, semplificando, vorrebbe dare una mano all’industria turistica (!). Si sono sollevati ricordandosi tra l’altro – forse essendo loro stessi papà e mamme – che il posticipo dell’anno scolastico potrebbe mettere in seria difficoltà proprio le famiglie. Perché vanno bene le vacanze – e va bene il turismo, ma la maggioranza delle persone che lavora e in vacanza può andarci solo per pochi giorni l’anno, vista anche la crisi, dove li mette i figli con le scuole chiuse (pur senza voler scambiare la scuola con un parcheggio)?
C’è poi il problema del tempo-scuola da rispettare, delle direttive europee… Quanto basta per bollare, come ha fatto qualche sindacalista, come “stravagante” la proposta del rinvio. Attenzione, però: il ministro si è detto subito «molto aperto» alla singolare idea. E ancora qualche sindacalista ha letto tra le righe la necessità di guadagnare tempo all’inizio del prossimo anno, viste le difficoltà di avvio della riforma delle secondarie.
Non interessano qui le dietrologie. Il fatto è che in Italia, ogni due per tre, arriva una proposta per la scuola. E forse, invece, servirebbe un po’ di quiete. Tra gli osservatori c’è chi ha invocato una “tregua legislativa” sulla scuola: troppo davvero il turbinio di cambiamenti, veri o presunti, che travolge da anni il comparto dell’istruzione.
Ci auguriamo anche noi una pausa. Ci sono direttive complesse da digerire, questioni decisive in sospeso. Forse anche qualche riflessione in più da fare sul ruolo della scuola, le esigenze di formazione, il rapporto con le famiglie, l’ordine di priorità in cui mettere le questioni, turismo compreso.
Ne riparliamo… dopo le vacanze. Adesso arriva anche la proposta di posticipare l’inizio delle scuole a fine settembre. Verrebbe da chiedersi, con una battuta: ma dove vivono questi parlamentari?A dire la verità in diversi si sono sollevati subito di fronte alla proposta del senatore del Pdl Giorgio Rosario Costa che, semplificando, vorrebbe dare una mano all’industria turistica (!). Si sono sollevati ricordandosi tra l’altro – forse essendo loro stessi papà e mamme – che il posticipo dell’anno scolastico potrebbe mettere in seria difficoltà proprio le famiglie. Perché vanno bene le vacanze – e va bene il turismo, ma la maggioranza delle persone che lavora e in vacanza può andarci solo per pochi giorni l’anno, vista anche la crisi, dove li mette i figli con le scuole chiuse (pur senza voler scambiare la scuola con un parcheggio)?C’è poi il problema del tempo-scuola da rispettare, delle direttive europee… Quanto basta per bollare, come ha fatto qualche sindacalista, come “stravagante” la proposta del rinvio. Attenzione, però: il ministro si è detto subito «molto aperto» alla singolare idea. E ancora qualche sindacalista ha letto tra le righe la necessità di guadagnare tempo all’inizio del prossimo anno, viste le difficoltà di avvio della riforma delle secondarie.Non interessano qui le dietrologie. Il fatto è che in Italia, ogni due per tre, arriva una proposta per la scuola. E forse, invece, servirebbe un po’ di quiete. Tra gli osservatori c’è chi ha invocato una “tregua legislativa” sulla scuola: troppo davvero il turbinio di cambiamenti, veri o presunti, che travolge da anni il comparto dell’istruzione.Ci auguriamo anche noi una pausa. Ci sono direttive complesse da digerire, questioni decisive in sospeso. Forse anche qualche riflessione in più da fare sul ruolo della scuola, le esigenze di formazione, il rapporto con le famiglie, l’ordine di priorità in cui mettere le questioni, turismo compreso.Ne riparliamo… dopo le vacanze.

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