Il ricordo di monsignor Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi e presidente di Caritas Italiana


Redazione

«Un uomo di grande cuore, intelligenza e apertura. La sua scomparsa lascerà un grande vuoto», in Caritas: così monsignor Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi e presidente di Caritas italiana, ricorda monsignor Luigi Padovese, vicario apostolico dell’Anatolia e presidente di Caritas Turchia, appena appresa la notizia dell’uccisione per mano del suo autista.
«Sono costernato e allibito – afferma monsignor Merisi -. Lo avevo incontrato lo scorso anno in un viaggio in Turchia con una delegazione di Caritas Italiana. Abbiamo visitato le iniziative di carità, molto belle e significative, che aveva messo in atto nelle diocesi turche. Lo avevo incontrato anche in altre occasioni: aveva predicato gli esercizi spirituali ai vescovi lombardi e aveva partecipato alla novena della Madonna delle lacrime a Treviglio».
«Era un uomo buono, di grande pietà, intelligenza, apertura e capacità di unire le persone nelle difficoltà – dice monsignor Merisi -. Ma soprattutto un uomo di grande cuore, e lo aveva dimostrato soprattutto in occasione dell’uccisione di don Andrea Santoro». In questo momento drammatico, prosegue il presidente di Caritas italiana, «vogliamo far sentire la nostra preghiera e amicizia alla Chiesa turca. Aveva ottimi rapporti con Caritas italiana e Caritas Europa, la sua scomparsa lascerà un grande vuoto. Domani ci incontreremo con i vertici di Caritas italiana e vedremo cosa fare». «Un uomo di grande cuore, intelligenza e apertura. La sua scomparsa lascerà un grande vuoto», in Caritas: così monsignor Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi e presidente di Caritas italiana, ricorda monsignor Luigi Padovese, vicario apostolico dell’Anatolia e presidente di Caritas Turchia, appena appresa la notizia dell’uccisione per mano del suo autista.«Sono costernato e allibito – afferma monsignor Merisi -. Lo avevo incontrato lo scorso anno in un viaggio in Turchia con una delegazione di Caritas Italiana. Abbiamo visitato le iniziative di carità, molto belle e significative, che aveva messo in atto nelle diocesi turche. Lo avevo incontrato anche in altre occasioni: aveva predicato gli esercizi spirituali ai vescovi lombardi e aveva partecipato alla novena della Madonna delle lacrime a Treviglio».«Era un uomo buono, di grande pietà, intelligenza, apertura e capacità di unire le persone nelle difficoltà – dice monsignor Merisi -. Ma soprattutto un uomo di grande cuore, e lo aveva dimostrato soprattutto in occasione dell’uccisione di don Andrea Santoro». In questo momento drammatico, prosegue il presidente di Caritas italiana, «vogliamo far sentire la nostra preghiera e amicizia alla Chiesa turca. Aveva ottimi rapporti con Caritas italiana e Caritas Europa, la sua scomparsa lascerà un grande vuoto. Domani ci incontreremo con i vertici di Caritas italiana e vedremo cosa fare».

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