La rete europea di organizzazioni anti-povertà denuncia: nel piano di rilancio dell'economia Ue che segue alla strategia di Lisbona per il prossimo decennio non c'è spazio per l'esclusione sociale

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Redazione

Lotta alla povertà e all’esclusione sociale lasciate in disparte dalla Commissione europea nel piano di rilancio dell’economia Ue per il prossimo decennio: la denuncia arriva da Eapn, la rete europea di organizzazioni anti-povertà. Il 27 aprile scorso la Commissione europea ha pubblicato i propri orientamenti integrati per la strategia Europa 2020, ovvero il programma decennale di crescita che fa seguito alla strategia di Lisbona, ormai giunta al termine. L’esecutivo europeo ha proposto dieci linee guida, appoggiandosi su due basi giuridiche differenti: sei si appoggiano alle politiche economiche, e quattro alle politiche sull’occupazione. In questo secondo gruppo ricade la parte riguardante povertà ed esclusione sociale, che rischiano – secondo Eapn – di essere lasciate ai margini della cooperazione comunitaria. Infatti sulle politiche per l’occupazione, a differenza di quelle economiche, l’Unione europea ha una voce in capitolo molto limitata, dato che le competenze rimangono in mano agli Stati membri.
Eapn si dice preoccupata dalla scelta della Commissione, pur accogliendo con favore il fatto che la lotta alla povertà rientri tra le dieci priorità dell’Unione all’orizzonte del 2020. «Queste linee guida, accoppiate con l’obiettivo di riduzione della povertà, potrebbero garantire l’attenzione dei più alti livelli politici verso la lotta contro la povertà, l’esclusione sociale e le disuguaglianze», ha dichiarato Fintan Farrell, direttore di Eapn, che però sottolinea come «l’inclusione della linea guida contro la povertà sotto gli orientamenti per l’occupazione e l’incapacità di integrare gli obiettivi sociali in tutti gli altri orientamenti ci fanno temere che la povertà e l’inclusione sociale resteranno ai margini della cooperazione comunitaria».
Alla luce di questa valutazione Eapn chiede una migliore integrazione degli obiettivi di inclusione e coesione sociale in tutti gli orientamenti integrati, la separazione degli orientamenti riguardanti l’inserimento sociale e la lotta alla povertà da quelli per l’occupazione, per garantire che le prime non restino limitate a misure connesse alla seconda, e infine un richiamo esplicito negli orientamenti in materia di inclusione sociale e lotta alla povertà alla garanzia di accesso ai diritti, alle risorse e ai servizi coerentemente agli obiettivi comuni del Metodo aperto di coordinamento in materia sociale. Lotta alla povertà e all’esclusione sociale lasciate in disparte dalla Commissione europea nel piano di rilancio dell’economia Ue per il prossimo decennio: la denuncia arriva da Eapn, la rete europea di organizzazioni anti-povertà. Il 27 aprile scorso la Commissione europea ha pubblicato i propri orientamenti integrati per la strategia Europa 2020, ovvero il programma decennale di crescita che fa seguito alla strategia di Lisbona, ormai giunta al termine. L’esecutivo europeo ha proposto dieci linee guida, appoggiandosi su due basi giuridiche differenti: sei si appoggiano alle politiche economiche, e quattro alle politiche sull’occupazione. In questo secondo gruppo ricade la parte riguardante povertà ed esclusione sociale, che rischiano – secondo Eapn – di essere lasciate ai margini della cooperazione comunitaria. Infatti sulle politiche per l’occupazione, a differenza di quelle economiche, l’Unione europea ha una voce in capitolo molto limitata, dato che le competenze rimangono in mano agli Stati membri.Eapn si dice preoccupata dalla scelta della Commissione, pur accogliendo con favore il fatto che la lotta alla povertà rientri tra le dieci priorità dell’Unione all’orizzonte del 2020. «Queste linee guida, accoppiate con l’obiettivo di riduzione della povertà, potrebbero garantire l’attenzione dei più alti livelli politici verso la lotta contro la povertà, l’esclusione sociale e le disuguaglianze», ha dichiarato Fintan Farrell, direttore di Eapn, che però sottolinea come «l’inclusione della linea guida contro la povertà sotto gli orientamenti per l’occupazione e l’incapacità di integrare gli obiettivi sociali in tutti gli altri orientamenti ci fanno temere che la povertà e l’inclusione sociale resteranno ai margini della cooperazione comunitaria».Alla luce di questa valutazione Eapn chiede una migliore integrazione degli obiettivi di inclusione e coesione sociale in tutti gli orientamenti integrati, la separazione degli orientamenti riguardanti l’inserimento sociale e la lotta alla povertà da quelli per l’occupazione, per garantire che le prime non restino limitate a misure connesse alla seconda, e infine un richiamo esplicito negli orientamenti in materia di inclusione sociale e lotta alla povertà alla garanzia di accesso ai diritti, alle risorse e ai servizi coerentemente agli obiettivi comuni del Metodo aperto di coordinamento in materia sociale.

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