«Alcuni temi andranno ripresi attentamente da parte dei delegati, anzitutto la Prolusione del cardinale Bagnasco e le provocazini suggerite dal professor Diotallevi»

di Davide MILANI
Redazione

«Nelle relazioni introduttive sono state gettate le basi di un dibattito che conoscerà in questi giorni uno sviluppo intenso, dentro e fuori i luoghi dell’ufficialità, che ha già coinvolto in molti modi gli undici componenti la delegazione della Chiesa di Milano». È il Vicario episcopale per la vita sociale della Diocesi ambrosiana monsignor Eros Monti a tracciare un bilancio della sessione inaugurale della 46esima “Settimana sociale dei cattolici italiani” in corso a Reggio Calabria.
«Alcuni temi andranno ripresi attentamente da parte dei delegati, anzitutto la Prolusione del cardinale Bagnasco, in particolare l’esigenza intrinseca alla fede cristiana, che genera un’immagine piena ed eccedente dell’uomo, entro la quale soltanto possono essere elaborati i contenuti di un corretta politica. Anche le provocazioni suggerite dalla relazione del professor Diotallevi meritano di essere considerate, specie laddove pone ripetutamente e senza mezzi termini una questione cruciale per tutti: l’Italia serve ancora al bene comune?, rispondendo con un sì, condizionato tuttavia a quanto saremo insieme capaci di proporre».
Insieme agli altri 10 delegati ambrosiani, guidati dall’Arcivescovo cardinale Dionigi Tettamanzi e dal capo delegazione monsignor Erminio De Scalzi, monsignor Monti sta partecipando ai lavori di Reggio Calabria guardando ai prossimi appuntamenti del convegno e al futuro prossimo della città.
«Come si vede, l’agenda da cui la settimana è partita, si infittisce di ora in ora», spiega monsignor Monti. «Per i partecipanti, ma non solo, il compito si fa sempre più vasto quanto sempre più affascinante. Ci sarà infatti ancora parecchio materiale da ascoltare, su cui confrontarsi, riflettere e da cui partire a proporre».
La giornata inaugurale è servita anche a dare evidenza al percorso di avvicinamento – svolto in un laborioso silenzio – all’importante Convegno ecclesiale: «L’intervento di monsignor Miglio ha illustrato nel dettaglio come si sia arrivati a questa settimana attraverso un cammino di due anni, che ha coinvolto quasi tutte le diocesi italiane».
Un cammino che ha interessato anche la diocesi di Milano. Monti ricorda come «insieme alle diocesi lombarde anche la nostra si è preparata attraverso la compilazione di una “propria agenda”. Un’agenda che i partecipanti non soltanto porteranno con sé, ma che si arricchirà di nuovi contenuti che porteranno, in molti modi, al dibattito per “aree tematiche” di questi giorni».
È con un augurio che si chiude la prima giornata a Reggio Calabria di monsignor Monti: «Ora il cammino deve proseguire. Con tutti». «Nelle relazioni introduttive sono state gettate le basi di un dibattito che conoscerà in questi giorni uno sviluppo intenso, dentro e fuori i luoghi dell’ufficialità, che ha già coinvolto in molti modi gli undici componenti la delegazione della Chiesa di Milano». È il Vicario episcopale per la vita sociale della Diocesi ambrosiana monsignor Eros Monti a tracciare un bilancio della sessione inaugurale della 46esima “Settimana sociale dei cattolici italiani” in corso a Reggio Calabria.«Alcuni temi andranno ripresi attentamente da parte dei delegati, anzitutto la Prolusione del cardinale Bagnasco, in particolare l’esigenza intrinseca alla fede cristiana, che genera un’immagine piena ed eccedente dell’uomo, entro la quale soltanto possono essere elaborati i contenuti di un corretta politica. Anche le provocazioni suggerite dalla relazione del professor Diotallevi meritano di essere considerate, specie laddove pone ripetutamente e senza mezzi termini una questione cruciale per tutti: l’Italia serve ancora al bene comune?, rispondendo con un sì, condizionato tuttavia a quanto saremo insieme capaci di proporre».Insieme agli altri 10 delegati ambrosiani, guidati dall’Arcivescovo cardinale Dionigi Tettamanzi e dal capo delegazione monsignor Erminio De Scalzi, monsignor Monti sta partecipando ai lavori di Reggio Calabria guardando ai prossimi appuntamenti del convegno e al futuro prossimo della città.«Come si vede, l’agenda da cui la settimana è partita, si infittisce di ora in ora», spiega monsignor Monti. «Per i partecipanti, ma non solo, il compito si fa sempre più vasto quanto sempre più affascinante. Ci sarà infatti ancora parecchio materiale da ascoltare, su cui confrontarsi, riflettere e da cui partire a proporre».La giornata inaugurale è servita anche a dare evidenza al percorso di avvicinamento – svolto in un laborioso silenzio – all’importante Convegno ecclesiale: «L’intervento di monsignor Miglio ha illustrato nel dettaglio come si sia arrivati a questa settimana attraverso un cammino di due anni, che ha coinvolto quasi tutte le diocesi italiane».Un cammino che ha interessato anche la diocesi di Milano. Monti ricorda come «insieme alle diocesi lombarde anche la nostra si è preparata attraverso la compilazione di una “propria agenda”. Un’agenda che i partecipanti non soltanto porteranno con sé, ma che si arricchirà di nuovi contenuti che porteranno, in molti modi, al dibattito per “aree tematiche” di questi giorni».È con un augurio che si chiude la prima giornata a Reggio Calabria di monsignor Monti: «Ora il cammino deve proseguire. Con tutti».

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