Riso, pasta, latte in polvere vengono distribuiti agli sfollati di Maule e Bio Bio. L'arcivescovo di Concepcion, Ricardo Ezzati, parla dei saccheggi definendoli «un secondo terremoto». Le modalità per contribuire alla raccolta fondi�


Redazione

Mentre cresce il numero delle vittime del terremoto che sabato ha colpito il Cile, Caritas è già impegnata per organizzare i primi soccorsi alla popolazione. Volontari e operatori sono all’opera in queste ore per fornire riso, pasta, latte in polvere, aceto ai senzatetto. I generi alimentari raccolti nelle parrocchie della capitale vengono distribuiti a Maule e Bio Bio, le due regioni costiere più provate.
Nel frattempo si è mobilitata anche la rete internazionale. Benedetto XVI, nell’Angelus di domenica, ha detto: «Sono sicuro che non verrà a mancare la solidarietà di tanti, in particolare delle organizzazioni ecclesiali». Dopo la richiesta di aiuti concreti espressa dal direttore della Caritas di Santiago, don Rodrigo Tupper, la Caritas Italiana ha rilanciato un appello per poter contribuire quanto prima alla realizzazione di un piano di emergenza. Caritas Ambrosiana, che nel Paese aveva finanziato alcuni piccoli progetti, farà la sua parte, coordinandosi con la rete internazionale.
Nel Paese Caritas può contare su una capillare struttura presente in 5 arcidiocesi (Antofagasta, La Serena, Santiago, Concepcion, Puerto Montt) e 18 diocesi (Arica, Iquique, Copiapo, San Felipe, Valpariso, Melipilla, San Bernardo, Rancagua, Talca, Linares, Chillan, Los Angeles, Tamuco, Villarrica, Valdivia, Osorno, Ancud, Punta Arenas). La sua azione è rivolta in particolare nei settori dell’educazione, della formazione e dall’assistenza sociale.
Nonostante l’impegno di tanti, la situazione è ancora drammatica. La terra non smette di tremare. I morti accertati salgono a 711. E alla violenza della natura si aggiunge quella dell’uomo. A Concepcion, seconda città del Paese, dove le rovine ostruiscono le strade, è stato imposto il coprifuoco per scoraggiare i saccheggi nei supermercati e alle pompe di benzina. Lo stesso arcivescovo della città, monsignor Ricardo Ezzati, ha parlato di un «secondo terremoto», riferendosi alle azioni di sciacallaggio. Mentre cresce il numero delle vittime del terremoto che sabato ha colpito il Cile, Caritas è già impegnata per organizzare i primi soccorsi alla popolazione. Volontari e operatori sono all’opera in queste ore per fornire riso, pasta, latte in polvere, aceto ai senzatetto. I generi alimentari raccolti nelle parrocchie della capitale vengono distribuiti a Maule e Bio Bio, le due regioni costiere più provate.Nel frattempo si è mobilitata anche la rete internazionale. Benedetto XVI, nell’Angelus di domenica, ha detto: «Sono sicuro che non verrà a mancare la solidarietà di tanti, in particolare delle organizzazioni ecclesiali». Dopo la richiesta di aiuti concreti espressa dal direttore della Caritas di Santiago, don Rodrigo Tupper, la Caritas Italiana ha rilanciato un appello per poter contribuire quanto prima alla realizzazione di un piano di emergenza. Caritas Ambrosiana, che nel Paese aveva finanziato alcuni piccoli progetti, farà la sua parte, coordinandosi con la rete internazionale.Nel Paese Caritas può contare su una capillare struttura presente in 5 arcidiocesi (Antofagasta, La Serena, Santiago, Concepcion, Puerto Montt) e 18 diocesi (Arica, Iquique, Copiapo, San Felipe, Valpariso, Melipilla, San Bernardo, Rancagua, Talca, Linares, Chillan, Los Angeles, Tamuco, Villarrica, Valdivia, Osorno, Ancud, Punta Arenas). La sua azione è rivolta in particolare nei settori dell’educazione, della formazione e dall’assistenza sociale.Nonostante l’impegno di tanti, la situazione è ancora drammatica. La terra non smette di tremare. I morti accertati salgono a 711. E alla violenza della natura si aggiunge quella dell’uomo. A Concepcion, seconda città del Paese, dove le rovine ostruiscono le strade, è stato imposto il coprifuoco per scoraggiare i saccheggi nei supermercati e alle pompe di benzina. Lo stesso arcivescovo della città, monsignor Ricardo Ezzati, ha parlato di un «secondo terremoto», riferendosi alle azioni di sciacallaggio. Per contribuire – È possibile donare il proprio contributo tramite:- donazione diretta presso l’Ufficio Raccolta Fondi (via San Bernardino 4, Milano – orari d’ufficio)- ccp n. 13576228 intestato a Caritas Ambrosiana onlus- cc bancario presso l’ag. 1 di Milano del Credito Artigiano e intestato a Caritas Ambrosiana onlus (Iban: IT16 P 03512 01602 000000000578)- tramite carte di credito: donazione diretta su www.caritas.it ; donazione telefonica al n. 02.76.037.324 (orari d’ufficio)Causale delle offerte (detraibili fiscalmente): “Emergenza terremoto: Cile 2010”

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