Ai loro danni avanza il business del recupero crediti, con metodi aggressivi e modelli importati dagli Usa. Se n'è parlato nel corso di un seminario tenuto presso la Caritas Ambrosiana

Carlo ROSSI
Redazione

Sono circa un milione le famiglie italiane che, irreversibilmente indebitate a causa della crisi economica, rischiano di essere strangolate dall’usura o da finanziarie che applicano tassi insopportabili. Una situazione allarmante, messa in luce ieri a Milano nel corso del seminario “Il problema delle finanziarie – facilità di accesso al credito e indebitamento delle famiglie”, tenuto presso la Caritas Ambrosiana, che negli ultimi anni, insieme alla Provincia, ha sviluppato un percorso per prevenire l’usura.
La stima è stata elaborata a partire da una precedente ricerca della Consulta, secondo la quale, nel 2006, le famiglie a rischio erano oltre 900 mila. I dati sono stati presentati da Maurizio Fiasco, esperto della Consulta nazionale delle Fondazioni antiusura: «Assistiamo a un’organizzazione a grappolo del debito familiare, per cui si contraggono debiti con le finanziarie quando non si riesce più a pagare la rata del mutuo o si deve far fronte alle spese impreviste provocate dalla malattia di un familiare».
La Fondazione San Bernardino, onlus lombarda che si occupa di usura, ha registrato un forte aumento dei soggetti indebitati che hanno fatto richiesta di aiuto nella Regione, passando dai 66 assistiti del 2005, ai 273 del 2008. «A essere ingestibile – ha spiegato Fiasco – è il debito a lunga scadenza, specie per le abitazioni, mentre bisogna sfatare il mito delle famiglie che iperconsumano».
La maggior parte delle famiglie italiane, ha precisato Fiasco, non si rivolge alle società di credito al consumo per acquistare una vacanza o cambiare la macchina. «Occorre sfatare il mito dell’iperconsumismo: chi chiede un finanziamento lo fa per salvare un investimento fondamentale, come la casa», precisa. Ma i tassi d’interesse applicati dalle finanziarie sono più alti rispetto a quelli stabiliti, ogni tre mesi, dal ministero del Tesoro come soglia per gli investimenti immobiliari, perché fanno riferimento a una categoria di operazioni diversa. Il tasso soglia per i mutui con garanzia ipotecaria stabilito dal Ministero per il trimestre in corso è dell’8%, mentre quello per crediti personali è del 14,8%. Di fatto, chi chiede l’aiuto di una finanziaria per pagare le rate del mutuo, stipula un contratto molto più oneroso rispetto a quello originario. Sono circa un milione le famiglie italiane che, irreversibilmente indebitate a causa della crisi economica, rischiano di essere strangolate dall’usura o da finanziarie che applicano tassi insopportabili. Una situazione allarmante, messa in luce ieri a Milano nel corso del seminario “Il problema delle finanziarie – facilità di accesso al credito e indebitamento delle famiglie”, tenuto presso la Caritas Ambrosiana, che negli ultimi anni, insieme alla Provincia, ha sviluppato un percorso per prevenire l’usura.La stima è stata elaborata a partire da una precedente ricerca della Consulta, secondo la quale, nel 2006, le famiglie a rischio erano oltre 900 mila. I dati sono stati presentati da Maurizio Fiasco, esperto della Consulta nazionale delle Fondazioni antiusura: «Assistiamo a un’organizzazione a grappolo del debito familiare, per cui si contraggono debiti con le finanziarie quando non si riesce più a pagare la rata del mutuo o si deve far fronte alle spese impreviste provocate dalla malattia di un familiare».La Fondazione San Bernardino, onlus lombarda che si occupa di usura, ha registrato un forte aumento dei soggetti indebitati che hanno fatto richiesta di aiuto nella Regione, passando dai 66 assistiti del 2005, ai 273 del 2008. «A essere ingestibile – ha spiegato Fiasco – è il debito a lunga scadenza, specie per le abitazioni, mentre bisogna sfatare il mito delle famiglie che iperconsumano».La maggior parte delle famiglie italiane, ha precisato Fiasco, non si rivolge alle società di credito al consumo per acquistare una vacanza o cambiare la macchina. «Occorre sfatare il mito dell’iperconsumismo: chi chiede un finanziamento lo fa per salvare un investimento fondamentale, come la casa», precisa. Ma i tassi d’interesse applicati dalle finanziarie sono più alti rispetto a quelli stabiliti, ogni tre mesi, dal ministero del Tesoro come soglia per gli investimenti immobiliari, perché fanno riferimento a una categoria di operazioni diversa. Il tasso soglia per i mutui con garanzia ipotecaria stabilito dal Ministero per il trimestre in corso è dell’8%, mentre quello per crediti personali è del 14,8%. Di fatto, chi chiede l’aiuto di una finanziaria per pagare le rate del mutuo, stipula un contratto molto più oneroso rispetto a quello originario. Metodi borderline E sulle famiglie indebitate si sta costruendo il business delle società di recupero crediti, che agiscono con metodi aggressivi e modelli importati dagli Stati Uniti: telefonano con insistenza a casa, cercano di parlare con i figli piccoli per mettere a disagio i genitori. Bussano alla porta dei vicini per far crescere vergogna e imbarazzo nelle loro “vittime”. «Questi operatori di recupero crediti seguono corsi di psicologia e comunicazione – ha spiegato ancora Fiasco-. Esercitano una pressione fortissima e assediano letteralmente le famiglie per avere indietro i soldi».Queste società hanno iniziato a diffondersi negli ultimi cinque anni: le banche (anche per adeguarsi alle normative della “Basilea due”) hanno iniziato a vendere le loro posizioni di credito ad altri operatori. Una fetta di mercato appetibile per queste società perché sanno «che le famiglie italiane si fondano su una base patrimoniale reale».

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