Il sogno di Omar è di realizzare un cd per diffondere con la�musica il�suo messaggio di speranza ai malati di Sla o a persone affette da altre patologie. I proventi andranno alla ricerca e all'assistenza. Ora sta cercando sponsor e testimonial

di Luisa BOVE
Redazione

La passione per la musica non ha mai abbandonato Omar e nel 2006, dopo aver ricevuto un sms dalla sua ex fidanzata che «in un momento di crisi mi aveva scritto "Vorrei parlar con Dio"», gli è venuta l’idea di scrivere un brano. Per quasi tre anni la bozza è rimasta nel cassetto finché all’inizio di quest’anno «spinto da grande entusiasmo, voglia di vivere e di creare nuova musica, ho raccolto la sfida e ho ricominciato a comporre. Grazie all’unico movimento che riesco ancora a compiere in autonomia (quello della testa) e a un pc è iniziata la costruzione della canzone “Solo libera l’anima”». Omar riesce a scrivere al computer attraverso un puntatore oculare (applicato sulle lenti degli occhiali) che gli permette di muovere il mouse e di dare i comandi a distanza.
Il brano, cantato inizialmente in famiglia, ha già visto diversi arrangiamenti. Anche il suo amico Andrea lo ha cantato e «nonostante la soddisfazione per la sua performance», spiega Omar, «desideravo registrare in studio con veri musicisti». Così ha creato la band «Gli amici de “Il ramo”» (Omar al contrario). Intanto è nata una bella collaborazione con «il maestro, produttore e amico Filippo Bentivoglio», che ha arrangiato il pezzo presso la “Filodistudio” migliorandone l’effetto, e il coro “Shekinah” della Pastorale giovanile della diocesi che «gli ha dato maggior forza rispetto alla versione elaborata da me». La canzone «è adatta anche a un pubblico giovane e può essere interessante anche per chi non mi conosce».
Il grande sogno di Omar è riuscire a realizzare e diffondere il suo cd perché «il messaggio di vita contenuto in Sla (“Solo libera l’anima”) possa raggiungere più persone possibili, soprattutto quelle malate di Sclerosi o affette da altre patologie».
I proventi del cd andranno a favore della ricerca e dell’assistenza ai malati di Sla, dice l’autore, il ricavato andrà infatti a sostegno di tre realtà che «operano nell’ambito della sla e alle quali sono molto legato: l’Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica, la Fondazione Stefano Borgonovo e l’Associazione Aldo Perini. Daniela, segretaria del coro Shekinah, Filippo, don Bortolo e io crediamo molto a questo progetto e ora stiamo cercando sponsor e testimonial per dare più visibilità all’iniziativa». Intanto il calciatore Stefano Borgonovo, malato di Sla e il cardinal Martini hanno già dato la loro disponibilità. Chiunque fosse interessato all’operazione può scrivere a Daniela, Omar Turati, don Bortolo o Filippo. La passione per la musica non ha mai abbandonato Omar e nel 2006, dopo aver ricevuto un sms dalla sua ex fidanzata che «in un momento di crisi mi aveva scritto "Vorrei parlar con Dio"», gli è venuta l’idea di scrivere un brano. Per quasi tre anni la bozza è rimasta nel cassetto finché all’inizio di quest’anno «spinto da grande entusiasmo, voglia di vivere e di creare nuova musica, ho raccolto la sfida e ho ricominciato a comporre. Grazie all’unico movimento che riesco ancora a compiere in autonomia (quello della testa) e a un pc è iniziata la costruzione della canzone “Solo libera l’anima”». Omar riesce a scrivere al computer attraverso un puntatore oculare (applicato sulle lenti degli occhiali) che gli permette di muovere il mouse e di dare i comandi a distanza.Il brano, cantato inizialmente in famiglia, ha già visto diversi arrangiamenti. Anche il suo amico Andrea lo ha cantato e «nonostante la soddisfazione per la sua performance», spiega Omar, «desideravo registrare in studio con veri musicisti». Così ha creato la band «Gli amici de “Il ramo”» (Omar al contrario). Intanto è nata una bella collaborazione con «il maestro, produttore e amico Filippo Bentivoglio», che ha arrangiato il pezzo presso la “Filodistudio” migliorandone l’effetto, e il coro “Shekinah” della Pastorale giovanile della diocesi che «gli ha dato maggior forza rispetto alla versione elaborata da me». La canzone «è adatta anche a un pubblico giovane e può essere interessante anche per chi non mi conosce».Il grande sogno di Omar è riuscire a realizzare e diffondere il suo cd perché «il messaggio di vita contenuto in Sla (“Solo libera l’anima”) possa raggiungere più persone possibili, soprattutto quelle malate di Sclerosi o affette da altre patologie».I proventi del cd andranno a favore della ricerca e dell’assistenza ai malati di Sla, dice l’autore, il ricavato andrà infatti a sostegno di tre realtà che «operano nell’ambito della sla e alle quali sono molto legato: l’Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica, la Fondazione Stefano Borgonovo e l’Associazione Aldo Perini. Daniela, segretaria del coro Shekinah, Filippo, don Bortolo e io crediamo molto a questo progetto e ora stiamo cercando sponsor e testimonial per dare più visibilità all’iniziativa». Intanto il calciatore Stefano Borgonovo, malato di Sla e il cardinal Martini hanno già dato la loro disponibilità. Chiunque fosse interessato all’operazione può scrivere a Daniela, Omar Turati, don Bortolo o Filippo.

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