Con la nuova legge punite badanti irregolari e chi affida loro anziani e figli. Peserà l'aspetto psicologico. Sergio Pasquinelli (Istituto di ricerca sociale): «Le famiglie rinunceranno per paura, ma quelle in regola sono un numero limitato». E i servizi sociali sono insufficienti

Carlo ROSSI
Redazione

«Il reato di clandestinità è un boomerang. Le famiglie italiane dovranno rinunciare alla badante e chiedere ai servizi sociali l’assistenza». Per Sergio Pasquinelli, esperto dell’Istituto di ricerca sociale (Irs), la legge approvata ieri punirà non solo le badanti irregolari, ma anche chi affida loro anziani o bambini. L’Irs stima che in Italia ci siano circa 770 mila badanti: un terzo sono senza permesso di soggiorno. Il 25% il permesso ce l’ha, ma lavora comunque in nero. «Per paura le famiglie italiane probabilmente rinunceranno alla badante irregolare – spiega Pasquinelli -. Ma quelle in regola sono un numero limitato che non può aumentare. E allora che cosa faranno? Se si rivolgeranno ai servizi sociali, questi ultimi non saranno certo in grado di soddisfare le loro esigenze».
Ma chi andrà nelle case a controllare che la badante abbia il permesso di soggiorno? «Dubito che le Forze dell’ordine avranno il tempo per fare anche questo – aggiunge Pasquinelli -. Peserà più l’effetto psicologico di questo provvedimento, che non la sua effettiva applicazione. E quindi le famiglie prima rinunceranno alla badante, ma poi, non trovando un aiuto dai servizi sociali, torneranno alle irregolari». La clandestinità delle badanti è causata dalla legge Bossi-Fini: «Continua a persistere nel nostro Paese l’ipocrisia della chiamata a distanza: una badante può entrare in Italia solo se il datore di lavoro ne fa una richiesta nominativa. Ma qual è la famiglia che affida un proprio caro a una persona che non conosce e che vive in un Paese straniero? Tutti sanno come vanno le cose in realtà: le badanti con il permesso di soggiorno sono riuscite a ottenerlo grazie alla richiesta nominativa della famiglia dopo che vi avevano lavorato alcuni mesi da irregolari e in nero». «Il reato di clandestinità è un boomerang. Le famiglie italiane dovranno rinunciare alla badante e chiedere ai servizi sociali l’assistenza». Per Sergio Pasquinelli, esperto dell’Istituto di ricerca sociale (Irs), la legge approvata ieri punirà non solo le badanti irregolari, ma anche chi affida loro anziani o bambini. L’Irs stima che in Italia ci siano circa 770 mila badanti: un terzo sono senza permesso di soggiorno. Il 25% il permesso ce l’ha, ma lavora comunque in nero. «Per paura le famiglie italiane probabilmente rinunceranno alla badante irregolare – spiega Pasquinelli -. Ma quelle in regola sono un numero limitato che non può aumentare. E allora che cosa faranno? Se si rivolgeranno ai servizi sociali, questi ultimi non saranno certo in grado di soddisfare le loro esigenze».Ma chi andrà nelle case a controllare che la badante abbia il permesso di soggiorno? «Dubito che le Forze dell’ordine avranno il tempo per fare anche questo – aggiunge Pasquinelli -. Peserà più l’effetto psicologico di questo provvedimento, che non la sua effettiva applicazione. E quindi le famiglie prima rinunceranno alla badante, ma poi, non trovando un aiuto dai servizi sociali, torneranno alle irregolari». La clandestinità delle badanti è causata dalla legge Bossi-Fini: «Continua a persistere nel nostro Paese l’ipocrisia della chiamata a distanza: una badante può entrare in Italia solo se il datore di lavoro ne fa una richiesta nominativa. Ma qual è la famiglia che affida un proprio caro a una persona che non conosce e che vive in un Paese straniero? Tutti sanno come vanno le cose in realtà: le badanti con il permesso di soggiorno sono riuscite a ottenerlo grazie alla richiesta nominativa della famiglia dopo che vi avevano lavorato alcuni mesi da irregolari e in nero».

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