Nel fine settimana i cittadini di 23 Paesi andranno al voto per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo. Nell'agenda dell'assemblea prossima ventura, i mercati finanziari, il sostegno alla occupazione, normative sulla salute e contro la criminalità...

Gianni BORSA
Redazione

L’unica assemblea sovranazionale al mondo, eletta a suffragio universale dai cittadini di 27 Paesi; un’aula in cui è possibile esprimersi in 23 lingue ufficiali, tutte legittime e comprensibili; un Parlamento che ha il compito di fare le leggi, ma che non dispone dell’iniziativa legislativa. L’Europarlamento – che viene rinnovato con le elezioni del 6-7 giugno – è davvero una strana macchina sforna-direttive che, tanto per dare un’idea, influenza l’80% del lavoro dei Parlamenti nazionali, compreso quello di Roma.
Nato nel 1958 come camera consultiva della Cee, l’Europarlamento ha progressivamente acquisito più poteri. Grazie al Trattato di Nizza e a quello di Lisbona (che dovrebbe entrare in vigore prossimamente), oggi opera gomito a gomito con il Consiglio dell’Unione europea, dove siedono i rappresentanti degli Stati membri, per definire le norme che regolano la vita sociale nell’Ue. L’unica assemblea sovranazionale al mondo, eletta a suffragio universale dai cittadini di 27 Paesi; un’aula in cui è possibile esprimersi in 23 lingue ufficiali, tutte legittime e comprensibili; un Parlamento che ha il compito di fare le leggi, ma che non dispone dell’iniziativa legislativa. L’Europarlamento – che viene rinnovato con le elezioni del 6-7 giugno – è davvero una strana macchina sforna-direttive che, tanto per dare un’idea, influenza l’80% del lavoro dei Parlamenti nazionali, compreso quello di Roma.Nato nel 1958 come camera consultiva della Cee, l’Europarlamento ha progressivamente acquisito più poteri. Grazie al Trattato di Nizza e a quello di Lisbona (che dovrebbe entrare in vigore prossimamente), oggi opera gomito a gomito con il Consiglio dell’Unione europea, dove siedono i rappresentanti degli Stati membri, per definire le norme che regolano la vita sociale nell’Ue. Sulla vita di tutti In questo fine settimana, dunque, i cittadini dell’Unione possono far pesare il proprio voto per delineare l’Eurocamera della prossima legislatura. La quale negli ultimi cinque anni ha adottato una serie di decisioni che vanno a influire direttamente sulla vita di tutti: si pensi alla direttiva Reach intesa a ridurre i rischi chimici senza penalizzare l’industria; alla liberalizzazione dei servizi senza modificare il modello sociale europeo; alla tutela dei diritti di chi viaggia su treni e aerei; alla difesa dei consumatori e della loro salute; alla promozione della ricerca; al taglio dei costi delle tariffe di roaming; alla lotta contro l’immigrazione illegale e alla valorizzazione, per contro, di quella rispettosa delle leggi.Negli ultimi cinque anni, inoltre, gli eurodeputati hanno pesato sulla politica complessiva dell’Unione mediante relazioni, risoluzioni, dichiarazioni scritte; dando vita a dibattiti accesi e dividendosi al momento del voto, oppure serrando i ranghi ogni volta che materializzavano diritti da tutelare, libertà da difendere, nuove politiche da intraprendere per portare “risultati concreti” – questa è stata la parola d’ordine della legislatura 2004/2009 – a favore dei cittadini, delle famiglie e delle imprese. Al contempo il Parlamento di Strasburgo ha più volte indicato all’Ue la via di una politica estera aperta, solidale, rivolta alla cooperazione con le altre regioni del mondo, fossero esse gli Stati Uniti, la Cina oppure i Paesi poveri di Africa, Sudamerica o Asia.Ora che la campagna elettorale è in dirittura d’arrivo, se ne sono sperimentati però tutti i limiti. Leader e partiti si sono divisi su questioni tutte “interne”, sacrificando un serio dibattito sulle prospettive dell’integrazione europea e sulle grandi sfide che attendono l’Ue (e dunque l’Italia, quale Paese aderente) nel futuro quinquennio.Gli eurodeputati che conquisteranno l’ambito scranno dovranno in realtà occuparsi dei grandi temi della futura agenda europea e mondiale. Anche per questo è importante scegliere persone avvedute, competenti, motivate, che conoscono le lingue e che assicurino di rimanere a Strasburgo per l’intero mandato di cinque anni. A questo scopo, risulta sostanzialmente inutile dare il voto ai portabandiera dei vari partiti (ministri, presidenti o consiglieri regionali o provinciali, sindaci di grandi città…), che esercitano funzioni di fatto incompatibili con la carica di deputato europeo. Far pesare la propria voce Comunque, fra i temi che verranno prima o poi iscritti all’ordine del giorno dell’aula, si possono già segnalare: la riforma dei mercati finanziari, le iniziative intese a favorire gli investimenti produttivi e dunque l’occupazione, il rafforzamento del mercato unico nei confronti della competitività estera, il sostegno alle regioni economicamente arretrate, le normative per proteggere la nostra salute e la nostra tavola, la promozione della diversità culturale nel rispetto delle specificità nazionali, la valorizzazione dei paesaggi e dei prodotti tipici, la modernizzazione degli istituti di ricerca e del settore agricolo, il contrasto alle nuove forme di criminalità organizzata (terrorismo, droga, tratta di esseri umani, cybercriminalità…).Il nostro futuro passerà sempre più frequentemente da Strasburgo. Sta ai cittadini-elettori far pesare o meno la propria voce in quell’aula. In gioco ci sono di sicuro il voto a questo o a quel partito, la preferenza a questo o a quel candidato. Ma, oltre le urne, c’è evidentemente molto di più. Come si vota – Fra il 4 e il 7 giugno nei 27 Paesi dell’Unione (in Italia si vota il pomeriggio di sabato 6 e l’intera giornata di domenica 7) si aprono i seggi per eleggere 736 eurodeputati: finora erano 785, mentre il Trattato di Lisbona prevede che dal 2014 siano 751. La ripartizione dei seggi avviene secondo un criterio demografico: per questo la Germania conta il maggior numero di deputati (99), mentre i rappresentanti di Malta sono solamente 5. Gli elettori di Francia, Regno Unito e Italia dovranno scegliere 72 deputati, Spagna e Polonia 50, Estonia, Lussemburgo e Cipro 6. Con le elezioni di quest’anno entrerà in vigore un nuovo statuto dei deputati europei, che riguarda l’indennità parlamentare (cioè lo stipendio): la novità più evidente è che saranno eliminate le differenze di remunerazione tra i deputati, prevedendo un’indennità pari a circa 7.600 euro lordi per ognuno di essi, pagata dal bilancio Ue. –

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