Come aiutare le famiglie che si fanno carico di anziani non autosufficienti? In un convegno in programma a Milano sabato 21 novembre saranno presentate proposte e alcune esperienze pilota


Redazione

Negli ultimi trent’anni in Italia, gli ultra 75enni sono triplicati e si calcola che i centenari cresceranno di 20 volte entro i prossimi quarant’anni. A dispetto dell’allungamento della vita media, non sono aumentati i servizi pubblici per far fronte ai problemi conseguenti all’invecchiamento della popolazione. Il risultato è che a differenza di quanto accade in altri Paesi occidentali, in Italia la cura degli anziani è affidata prevalentemente alle famiglie. Le quali affrontano la situazione o da sole o ricorrendo all’aiuto delle assistenti domiciliari (le cosiddette badanti).
Questo modello di assistenza tipicamente italiano presenta pregi e difetti. Da un lato, evita i ricoveri facili e i danni psicologici che la rottura delle reti familiari può provocare; dall’altro, sottopone le famiglie a stress e a difficoltà organizzative che possono pregiudicare alla fine anche la stessa offerta di aiuto.
Come sostenere le famiglie e salvaguardare l’”approccio” domestico, tipico del costume nazionale? Di questo discuteranno operatori e addetti ai lavori al convegno “Assistenza domiciliare, oltre il welfare fai-da-te”, promosso da Caritas Ambrosiana il 21 novembre a Milano. L’incontro si terrà in via San Bernardino 4 dalle ore 9 alle 13. Durante la mattinata saranno anche presentate “esperienze pilota” realizzate dalle comunità parrocchiali, dal volontariato e dagli enti locali a Milano e a Monza. Concluderà don Roberto Davanzo, direttore di Caritas Ambrosiana, con un intervento dal titolo “Dall’improvvisazione alla costruzione di un sistema di servizi”. Negli ultimi trent’anni in Italia, gli ultra 75enni sono triplicati e si calcola che i centenari cresceranno di 20 volte entro i prossimi quarant’anni. A dispetto dell’allungamento della vita media, non sono aumentati i servizi pubblici per far fronte ai problemi conseguenti all’invecchiamento della popolazione. Il risultato è che a differenza di quanto accade in altri Paesi occidentali, in Italia la cura degli anziani è affidata prevalentemente alle famiglie. Le quali affrontano la situazione o da sole o ricorrendo all’aiuto delle assistenti domiciliari (le cosiddette badanti).Questo modello di assistenza tipicamente italiano presenta pregi e difetti. Da un lato, evita i ricoveri facili e i danni psicologici che la rottura delle reti familiari può provocare; dall’altro, sottopone le famiglie a stress e a difficoltà organizzative che possono pregiudicare alla fine anche la stessa offerta di aiuto.Come sostenere le famiglie e salvaguardare l’”approccio” domestico, tipico del costume nazionale? Di questo discuteranno operatori e addetti ai lavori al convegno “Assistenza domiciliare, oltre il welfare fai-da-te”, promosso da Caritas Ambrosiana il 21 novembre a Milano. L’incontro si terrà in via San Bernardino 4 dalle ore 9 alle 13. Durante la mattinata saranno anche presentate “esperienze pilota” realizzate dalle comunità parrocchiali, dal volontariato e dagli enti locali a Milano e a Monza. Concluderà don Roberto Davanzo, direttore di Caritas Ambrosiana, con un intervento dal titolo “Dall’improvvisazione alla costruzione di un sistema di servizi”.

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