Dal 5 marzo la prima edizione sul tema "Comunicare la fiducia. Strategie e proposte per la politica"

Carlo ROSSI
Redazione

Un tema, quello della fiducia, centrale nel rapporto tra cittadini, istituzioni e mediazione politica. Per riflettere sulla capacità di attivare la partecipazione alla vita pubblica, aderendo così ai meccanismi della democrazia, i Colloqui di Comunicazione Politica che partono il 5 marzo all’Università Cattolica di Milano invitano a un approfondimento sullo statuto della fiducia nelle democrazie e sul ruolo che i media possono svolgere per accrescerla.
La giornata di studio, promossa dalle facoltà di Scienze politiche dell’Università Cattolica e dall’Università degli Studi di Milano e dalla Rivista ComPol Comunicazione Politica (Il Mulino), si svolgerà nella cripta dell’Aula magna di largo Gemelli, 1 dalle 9 alle 17. Interverranno docenti esperti di politica, giornalisti e esponenti politici, tra i quali Nando Pagnoncelli (Ipsos e Università Cattolica), Fausto Colombo e Patrizia Catellani (Università Cattolica).Alla tavola rotonda conclusiva sul tema “Media e credibilità di istituzioni e soggetti politici” parteciperanno Corrado Formigli (giornalista Rai), Maria Latella (giornalista SkyTg24), Antonio Palmieri (responsabile comunicazione internet Forza Italia), Francesco Verducci (responsabile comunicazione on line Partito Democratico). Un tema, quello della fiducia, centrale nel rapporto tra cittadini, istituzioni e mediazione politica. Per riflettere sulla capacità di attivare la partecipazione alla vita pubblica, aderendo così ai meccanismi della democrazia, i Colloqui di Comunicazione Politica che partono il 5 marzo all’Università Cattolica di Milano invitano a un approfondimento sullo statuto della fiducia nelle democrazie e sul ruolo che i media possono svolgere per accrescerla.La giornata di studio, promossa dalle facoltà di Scienze politiche dell’Università Cattolica e dall’Università degli Studi di Milano e dalla Rivista ComPol Comunicazione Politica (Il Mulino), si svolgerà nella cripta dell’Aula magna di largo Gemelli, 1 dalle 9 alle 17. Interverranno docenti esperti di politica, giornalisti e esponenti politici, tra i quali Nando Pagnoncelli (Ipsos e Università Cattolica), Fausto Colombo e Patrizia Catellani (Università Cattolica).Alla tavola rotonda conclusiva sul tema “Media e credibilità di istituzioni e soggetti politici” parteciperanno Corrado Formigli (giornalista Rai), Maria Latella (giornalista SkyTg24), Antonio Palmieri (responsabile comunicazione internet Forza Italia), Francesco Verducci (responsabile comunicazione on line Partito Democratico). Percezioni diverse I Colloqui di comunicazione politica propongono un’analisi sul ruolo crescente che la comunicazione svolge nelle società democratiche. La dimensione politica della comunicazione e la dimensione comunicativa della politica sono viste come una caratteristica essenziale delle società contemporanee.Questa prima edizione dei Colloqui si focalizza sul ruolo della fiducia nella politica e nelle istituzioni che nel nostro Paese sembra oggi in difficoltà.Da recenti indagini condotte dall’Ipsos emergono alcuni argomenti su cui riflettere. C’è un marcato divario tra la percezione individuale e quella del Paese rispetto alle problematiche più urgenti da risolvere: se il 69% della popolazione ritiene che l’occupazione e il lavoro siano i problemi più urgenti del Paese, solo il 49% li ritiene fondamentali per la propria zona di residenza. Anche per quanto riguarda la sicurezza il 32% ritiene che sia il problema più gravoso a livello nazionale e solo il 17% nella propria zona. Infine l’immigrazione è percepita come un’urgenza a livello nazionale dal 20% della popolazione e solo dall’11% nella propria zona.In merito alle aspettative sull’evoluzione dell’economia nei prossimi tre anni, si rileva che il 47% della popolazione ritiene che la situazione personale rimarrà stazionaria a fronte di un 49% che pensa che a livello nazionale invece peggiorerà. Rispetto alla fiducia nelle istituzioni politiche il 31,6% del campione analizzato appare “abbastanza fiducioso” (dato costante negli ultimi tre anni), mentre il 26,1% risulta “molto sfiduciato” (dato in netto aumento negli ultimi tre anni).

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