Redazione

«Nell’impegnativo e affascinante compito di far crescere nella pienezza della loro umanità i propri figli, la famiglia non può fare a meno della scuola, proprio perché l’educazione è aprire alla relazione con gli altri, con la società. Anche se, per assurdo, una famiglia avesse tutte le competenze e tutte le conoscenze necessarie per far fare ai propri figli un percorso intellettuale analogo a quello scolastico, la scuola sarebbe comunque necessaria». L’impegno per un’alleanza educativa è uno dei pilastri proposti dal cardinale Tettamanzi nel Percorso pastorale di quest’anno. «Essa – al di là dei suoi limiti, a volte molto evidenti – rimane la principale risorsa formativa e culturale di cui la società oggi dispone. Le famiglie che vivono queste difficoltà non devono essere lasciate sole da parte di altre famiglie e da parte della comunità cristiana… Solo una vera alleanza tra tutti coloro che hanno a cuore l’educazione integrale delle nuove generazioni può far uscire la scuola italiana dalla crisi, in particolare l’alleanza tra genitori, insegnanti e operatori scolastici». «A decidere un rilancio positivo e fecondo della scuola sono la sincerità, la cordialità e la solidità dell’alleanza famiglia-scuola – precisa l’Arcivescovo -. Un’alleanza che la Chiesa nel suo insieme e le comunità cristiane presenti sul territorio devono sostenere con decisione, spingendo le famiglie credenti ad essere ancora di più " anima " anche del mondo della scuola». Ma già nella seconda tappa del Percorso l’anno scorso il Cardinale sottolineava con forza la responsabilità educativa: «Protagonisti di questa avventura educativa sono dunque anzitutto i genitori; ma certo non possono essere lasciati soli! La comunità cristiana avverte tutto il fascino e l’urgenza di stare accanto ai genitori in questa sfida, e vuole offrire con sempre maggiore disponibilità e competenza la sua collaborazione con proposte educative per ragazzi e giovani, a cominciare dalla grande opportunità offerta dall’oratorio, da associazioni, gruppi e movimenti di appartenenza e di ispirazione cristiana. Questa collaborazione deve allargarsi anche a tutti i mondi vitali dei ragazzi e dei giovani, la scuola, il lavoro, lo sport, il volontariato, la comunicazione sociale nei suoi molteplici aspetti, e tutte le realtà che incontrano il desiderio di svago e divertimento giovanile. Non accada che, per ingenua fiducia o per mancanza di tempo, i genitori deleghino totalmente a queste istituzioni e agenzie il grande compito educativo. È invece auspicabile che nascano vere e proprie “alleanze educative”». (p.n.)

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