Un cittadino su due si sente più sfiduciato nei confronti delle istituzioni: politica, forze dell'ordine, sindacati ma anche della Chiesa, come rivela un sondaggio Eurispes


Redazione

24.01.2008

“La Chiesa, rispetto alla dimensione istituzionale che poi coinvolge anche la sfera civile, si pone ormai da tempo in maniera molto netta come punto stabile, di riferimento: che poi possa anche produrre dissensi o sia percepita a volte come problematica è comprensibile, ma anche quando ciò avviene è considerata comunque qualcosa di saldo, uno dei pochi baluardi in un Paese dove sembra che niente stia più in piedi”. Mauro Magatti, docente di sociologia all’Università Cattolica di Milano, sintetizza in questi termini la fiducia degli italiani verso la Chiesa, all’indomani delle anticipazioni dell’ultimo Rapporto Eurispes, in base alle quali il “gradimento” degli italiani nei confronti della Chiesa sarebbe sceso al 49,7%.

“Un dato, questo – commenta il sociologo – che va verificato, e che comunque non va preso in termini assoluti, ma contestualizzato all’interno della caratteristica diffidenza italica verso tutto ciò che è istituzione, o che viene percepito solo come tale”. Che ci sia, infatti, un “calo di fiducia” degli italiani nei confronti delle istituzioni, è ormai “una tendenza consolidata”, ma è anche vero – puntualizza Magatti – che “la Chiesa, tra le istituzioni, è quella che tende ad avere il rispetto maggiore, per il suo radicamento che altre non hanno”: di qui le “perplessità” sul sondaggio Eurispes, da prendere perlomeno “con cautela”.

“A me non risulta una brusca riduzione del consenso degli italiani nei confronti della Chiesa: soprattutto tra i giovani, che in altre ricerche ne parlano in termini di fiducia, sia pure con una certa bipolarità”. È il commento di Mario Pollo, docente di pedagogia alla Lumsa, alle anticipazioni dell’ultimo Rapporto Eurispes, che registra una generale diminuzione della fiducia degli italiani in realtà quali il capo dello Stato, il governo, il parlamento, la magistratura, oltre che nella Chiesa.

“Sbalzi così grossi in tendenze ormai consolidate di lungo periodo, come quelle della tenuta della Chiesa pur tra il generale calo di fiducia degli italiani verso le istituzioni, possono essere dovuti ad errori di campionamento”, ipotizza Pollo. In attesa, comunque, di valutare il modo in cui è stato effettuato il sondaggio Eurispes, l’esperto si dimostra scettico verso “un calo così netto”, anche se “certamente è in atto una polarizzazione tra chi, da una parte, ha una forte identificazione nella Chiesa e chi, dall’altra si dichiara anticlericale”. Tale tendenza “bipolare”, osserva Pollo, è “molto evidente anche tra i giovani, che da un lato mostrano un’adesione piena e totale alla comunità ecclesiale, dall’altra nutrono un forte disamore per una Chiesa da loro percepita come troppo istituzionale”.

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