L'appello del Capo dello Stato a trovare un «senso della misura» a tutti, anche sulle «questioni più spinose, come le risorse finanziarie» e a operare il risanamento «in un clima di dialogo»


Redazione

07/10/2008

di Alberto CAMPOLEONI

La festa per l’apertura dell’anno scolastico, al Quirinale, è stata l’occasione, per il Capo dello Stato, di rilanciare l’impegno delle istituzioni per la scuola. Un appuntamento importante, con il ministro dell’Istruzione ad ascoltare le parole del presidente Napolitano, una schiera di politici e tanti, tanti ragazzini delle scuole. «Evitare contrapposizioni pericolose»: questo l’invito del presidente della Repubblica, che sul terreno della scuola auspica un’alleanza ampia tra quanti hanno responsabilità, per superare un momento che il ministro Gelmini in particolare ha definito «delicato».

Effettivamente la posta in gioco è importante e la temperatura del mondo scolastico è alta. Ci sono tensioni dopo gli annunci di riforma fatti dal Governo, in particolare per quanto riguarda la scuola elementare. Un programma di tagli più che una riforma – come ha detto l’opposizione -, con i sindacati sul piede di guerra e agitazioni in tanti istituti del Paese.

Dal presidente Napolitano viene un invito fermo a non esasperare i toni. Chiede «senso della misura» a tutti, anche sulle «questioni più spinose, come le risorse finanziarie». E per essere ancora più chiaro il Presidente spiega che in vista della indispensabile riduzione del debito pubblico è necessario anche «un contenimento della spesa per la scuola». Insomma: i tagli servono e sono da affrontare con realismo e non si possono rifiutare a priori, come fossero sempre e solo un guaio.

Realismo è forse la parola-chiave. Per il Presidente la scuola va collocata nel contesto generale di un Paese che ha bisogno di risanamento su tanti fronti. Tuttavia questo risanamento va operato «in un clima di dialogo», che in parte è mancato in questo inizio di anno scolastico.

Su questo punto il richiamo di Napolitano è forte e chiaro, così come appare condivisa la necessità di fare alleanza sulla scuola. Niente opposizioni preconcette, no a rifiuti sdegnati «sulle esigenze di risparmio», chiede il Presidente, ricordando tuttavia che «l’obiettivo di una minor spesa non può prevalere su tutti gli altri». Ma anche basta ai giri di valzer, ai cambiamenti che sembrano far ripartire da zero a ogni cambio di maggioranza.

Occorre che si mettano da parte i litigi alla ricerca di un clima dove è possibile perseguire obiettivi condivisi e ciascuno possa fare la propria parte per costruire insieme una scuola migliore. È la condizione perché l’anno scolastico avanzi con il piede giusto.

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