Gli elettori non votano sulla spinta di considerazioni politologiche. Votano con estrema concretezza, vogliono il buongoverno delle cose pratiche


Redazione

30/04/2008

di Francesco BONINI
Agenzia Sir

I ballottaggi concludono l’election day 2008, confermando i risultati delle politiche. Spicca la netta affermazione di Alemanno su Rutelli, che produce a Roma una significativa alternanza. Se dalle amministrative della Capitale nel 1993 era iniziata quella nuova fase del sistema politico italiano caratterizzata dal "maggioritario", il risultato del 2008 per un verso lo stabilizza definitivamente, dall’altro può segnare una periodizzazione ulteriore.
E’ il tema strutturale delineato due settimane fa: la stabilizzazione del sistema politico. Ma gli elettori non votano sulla spinta di considerazioni politologiche. Votano con estrema concretezza: è stato chiaro alle politiche, è altrettanto chiaro alle amministrative. Urge il buongoverno delle cose pratiche. Tanto più se l’orizzonte congiunturale è grigio, tanto più se il carovita e l’incertezza dominano non solo le analisi economiche, ma anche le discussioni e l’orizzonte quotidiano. Quando i problemi sono più acuti e presenti evidentemente si acuisce anche una percezione di insicurezza, non a caso oggi uno dei temi-chiave delle campagne elettorali.

Dal governo che si insedierà tra pochi giorni e dalle amministrazioni locali i cittadini reclamano dunque innanzi tutto efficienza, efficacia ed economicità, il buongoverno delle cose concrete. Hanno lanciato un altro messaggio molto chiaro, rilanciando, riappropriandosi dei valori, dei riferimenti, dei principi dell’identità italiana, a partire dalla centralità famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna, come è bene precisare.
C’è bisogno di solidità, c’è bisogno di una base forte e chiara, per potere ripartire, rilanciare il Paese nel suo complesso, per dare a tutti i ceti, in particolare ad un ceto medio impoverito e disilluso, certezze e sicurezze e nuovo slancio.

Siamo così alle forze politiche. La responsabilità del governo non è poca cosa e per le forze che hanno vinto le elezioni: l’occasione è importante, stante anche l’ampia maggioranza in Parlamento. La "luna di miele", come insegna il caso francese, è un periodo molto delicato, che va sfruttato al meglio, dando al Paese quella concretezza, quella rassicurazione sociale e quel respiro che oggi richiede.
L’opposizione sta già iniziando una riflessione approfondita, acuita dal caso Roma, con la pratica del "voto disgiunto", tra comune e provincia, tutto interno appunto all’area del centro-sinistra. Se il Pd è chiamato a una complessa stagione di riflessione e di riorganizzazione e rilancio, l’area della sinistra "arcobaleno" dovrà prendere decisioni di assetto molto importanti, pena la definitiva emarginazione. Il sistema politico italiano è insomma in piena effervescenza. Un primo traguardo sarà tra un anno, alle elezioni europee. Lì si potranno trarre i primi bilanci, verificare le linee strutturali.

Resta, come bilancio della tornata elettorale, la percezione di un clima, di un tono di reciproca legittimazione tra i partner del sistema politico, di fair play istituzionale: se confermato rappresenterebbe un passaggio importante, una risposta vera all’antipolitica insinuante ed alle grandi sfide che stanno davanti al Paese, in Europa e nel mondo.

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