L'altoatesina Karbon ha vinto la Coppa del Mondo di slalom gigante di sci. Un risultato ottenuto a dispetto di un fisico minuto e di tanti infortuni patiti in carriera


Redazione

07/03/2008

di Mauro COLOMBO

Non ha i centimetri e i chili che le sue rivali possono sfoggiare lanciandosi lungo i pendii di tutto il mondo. Ha un sorriso solare che contrasta con il contegno corrucciato di certe sue rivali, ma quanto a grinta non è seconda a nessuno. Altrimenti non sarebbe stata capace di rimettersi in piedi dopo tutte le fratture accumulate in carriera (l’ultima quest’anno al pollice sinistro, ma in precedenza erano “saltati” femore, malleolo, ulna e radio, più menischi e legamenti vari…). E non c’è da sorprendersi se in casa sua la considerano un “maschiaccio”.

Denise Karbon, 27enne altoatesina di Castelrotto, ha vinto la Coppa del Mondo di slalom gigante. Nella storia dello sci azzurro èla terza donna a conquistare una sfera di cristallo, dopo Deborah Compagnoni e Isolde Kostner. In assoluto iscrive il proprio accanto a nomi come quelli di Gustav Thoeni, Piero Gros e Alberto Tomba. Scusate se è poco…

Sugli sci da quando aveva tre anni, ha collezionato sei vittorie in Coppa del Mondo, tutte in gigante, cinque delle quali nella stagione in corso. Un palmarès nel quale brillano anche due medaglie iridate: l’argento del 2003 e il bronzo del 2007. Tra slalom e infortuni, ha trovato anche il tempo di diplomarsi in ragioneria.

Sua madre ricorda che da bambina «metteva la gonna solo per andare a messa», che «non ha mai giocato con le bambole» e che «rubava i fiori dai giardini» insieme a una cugina. In compenso, a 11 anni, dopo aver vinto speciale e gigante al Trofeo Topolino, interpellata su che cosa volesse fare da grande, rispose: «Vincere in Coppa del Mondo».

Beh, c’è riuscita. Nel modo più normale possibile, con la leggerezza e la classe che solo le campionesse hanno, a dispetto di un fisico non da wonder woman. Non ha ancora deciso a chi dedicare la vittoria, ma si è già recata all’azienda che produce le Coppe del Mondo, per vedere da vicino la “creazione” del trofeo che le sarà consegnato tra qualche giorno a Bormio. Così, tanto per essere sicura…

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