Mentre si consuma la tragedia di Aleppo, attentati a Berlino, Zurigo e in Giordania. Ad Ankara assassinato l’ambasciatore russo. Si vaglia la pista islamista. Il cordoglio del Papa

tir attentato Berlino 2016

Mentre in Siria si consuma il dramma di Aleppo – riconquistata tra i massacri dalle truppe del regime di Assad sostenute dalla Russia -, il terrore torna a colpire l’Europa.

Attentato a Berlino

Ieri sera a Berlino un tir si è scagliato contro la folla che passeggiava nel mercatino di Natale a Breitscheidplatz, nei pressi della Kurfuerstendamm, investendo molte persone, uccidendone 12 e ferendone 48, diverse delle quali in modo grave. La dinamica dell’attentato è del tutto simile a quella della strage di Nizza del luglio scorso. A bordo del camion c’erano due persone: una, un polacco (presumibilmente il camionista), è stato trovato cadavere sul sedile del passeggero; l’altro è fuggito a piedi dopo l’attacco. Un profugo pakistano è stato arrestato come sospetto: si stanno compiendo accertamenti e verifiche (compresa quella del Dna) per stabilire se possa trattarsi effettivamente dell’attentatore. Dopo la cautela delle prime ore, questa mattina la polizia berlinese ha parlato su Twitter di «presunto attacco terroristico», confermando che il camion è stato «lanciato deliberatamente sulla folla».

Il tir proveniva dall’Italia ed è stato dirottato. Secondo le prime analisi, questo attentato risponderebbe agli appelli lanciati dallo Stato islamico dopo gli ultimi rovesci militari in Siria e Iraq: inviti rivolti anche a “non combattenti” sul campo, a colpire indiscriminatamente in Europa, con mezzi “poveri” (cioè senza armi o esplosivi), ma ugualmente devastanti e per questo in grado di generare terrore.

Il dolore del Papa e dei Vescovi

Papa Francesco «manifesta la propria partecipazione al lutto dei familiari, esprimendo la propria compassione e assicurando la sua vicinanza al loro dolore». Lo si legge in un telegramma – a firma del Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin – inviato dal Pontefice all’arcivescovo di Berlino, monsignor Heiner Koch, dopo il «terribile atto di violenza avvenuto a Berlino, nel quale – oltre a un numero considerevole di feriti – molte persone hanno trovato la morte». «Nella preghiera», prosegue il telegramma, il Papa «affida i defunti alla misericordia di Dio supplicandolo anche per la guarigione dei feriti. Il Santo Padre ringrazia inoltre i servizi di soccorso e di sicurezza per il loro impegno fattivo». «Papa Francesco si unisce a tutti gli uomini di buona volontà che s’impegnano affinché la follia omicida del terrorismo non trovi più spazio nel nostro mondo. In tal senso, Sua Santità – conclude la missiva – implora da Dio Padre misericordioso la consolazione, la protezione e la confortatrice benedizione».

Il presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), cardinale Reinhard Marx, ha rilasciato questa dichiarazione: «Le notizie giunte da Berlino mi hanno scosso profondamente. La violenza al mercato di Natale è il contrario di ciò che i visitatori desideravano. La mia solidarietà va alle famiglie dei morti e dei feriti. Per tutti pregherò. In questo momento difficile per la città di Berlino e per il nostro Paese, è importante che restiamo uniti come società e stiamo insieme».

«Si capisce la paura, lo scoraggiamento, la rassegnazione. Ma non è un segno d’incoscienza dire: non possiamo fare il loro gioco e dare a queste persone il potere di annientare qualsiasi voglia di vivere, di andare avanti, di cambiare»: questo il commento del segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, in un’intervista al Corriere della sera. «Ogni violenza è ingiustificabile e inaccettabile, tanto più per motivi religiosi», ha rimarcato, sottolineando che «lo scontro di civiltà è ciò che si propongono i violenti», mentre “al fondo c’ è soltanto egoismo e sopraffazione. Guadagna chi ha interessi di potere o denaro, chi commercia in armi».

L’assassinio dell’ambasciatore

Sempre ieri, ad Ankara (Turchia), durante l’inaugurazione di una mostra fotografica, l’ambasciatore russo Andrey Karlov è stato colpito a morte da un uomo, entrato alla Galleria d’arte mostrando un tesserino da poliziotto. L’uomo ha sparato gridando «Vendetta» e poi «Aleppo» o «Noi moriamo in Siria, voi morite qua». Le forze speciali turche hanno fatto irruzione nella Galleria e hanno ucciso l’aggressore. Tre persone sono rimaste ferite nel corso della sparatoria.

Sparatoria a Zurigo

E ancora ieri tre persone sono rimaste ferite nel corso di una sparatoria nei pressi di un centro islamico a Zurigo. Gli sparatori sarebbero riusciti a fuggire. Un cadavere è poi stato rinvenuto a poche centinaia di metri, ma non si è ancora accertato se si tratti di uno degli aggressori, così come non è ancora possibile mettere in relazione l’accaduto con il centro islamico.

Attacco in Giordania

È invece di domenica scorsa l’attentato avvenuto in Giordania: alcune auto della polizia sono state attaccate a colpi d’arma da fuoco da un commando nella città meridionale di Karak. L’attacco ha causato sette morti (tra i quali una turista canadese) e nove feriti. La polizia aveva circondato il gruppo armato, che ha opposto resistenza aprendo il fuoco.

 

 

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