Il presidente nazionale Manfredonia: «Quando parliamo di famiglie dobbiamo soprattutto preoccuparci della famiglia fragile, della famiglia sognata, della famiglia in fuga»

di Gigliola ALFARO

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Un momento del convegno

«Quando parliamo di famiglie dobbiamo soprattutto preoccuparci della famiglia fragile, della famiglia sognata, della famiglia in fuga”: lo ha detto ieri il presidente nazionale delle Acli Emiliano Manfredonia, durante il suo intervento nel convegno “Famiglie e anziani: legami tra generazioni, risorsa per il futuro” che si è svolto presso la sede nazionale, in via Marcora a Roma. «La politica deve saper guardare anche al dopo e allora una riflessione sulle pensioni va fatta: pensiamo a riformarle con la consapevolezza che se i giovani di oggi non avranno una pensione decente, nel futuro mancheranno anche i nonni così importanti per accompagnare e, in alcune zone, sostituire il sistema di welfare familiare».

Durante il convegno, organizzato in occasione della prima Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, istituita da papa Francesco, che si celebrerà il 25 luglio, è intervenuta anche la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, che ha sottolineato come «una società sana deve far sì che le famiglie possano trasformare le vocazioni dei singoli individui in una vocazione collettiva. Il Family Act è nato anche con questa ambizione, visto che è la prima riforma per le famiglie con un approccio integrato».

«È necessario, per superare quella frattura tra le generazioni che rischia di diventare irreversibile – ha detto Lidia Borzì, delegata nazionale Acli per la Famiglia -, avviare un processo che a mio parere deve accomunare oggi giovani e anziani di cui siamo tutti corresponsabili: un percorso di riscatto e di emancipazione da invisibili a responsabili».

«Se vogliamo cambiare il nostro sistema di welfare, nato per una società che oggi è in rapida evoluzione – ha aggiunto Antonio Russo, vicepresidente nazionale delle Acli con delega al Welfare – dobbiamo puntare sulla comunità che deve raccogliere la sfida di non lasciare indietro nessuno, uomini donne, bambini e anziani, italiani e stranieri».

L’incontro, a cui hanno portato il loro contributo anche Donatella Bramanti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Mario Giro, vicepresidente della Comunità di Sant’Egidio, fra Marco Vianelli, direttore dell’Ufficio per la pastorale della famiglia della Cei, Serafino Zilio, presidente nazionale di Fap Acli, Simone Romagnoli, coordinatore nazionale Giovani delle Acli, Paolo Ricotti, presidente nazionale del Patronato Acli, Giorgio Cislagh delle Acli Foggia e Rosa De Angelis delle Acli Bologna, è stato organizzato in collaborazione con la Federazione anziani e pensionati Acli, con i Giovani delle Acli e con l’Ufficio nazionale per la Pastorale della Famiglia della Cei e si inserisce negli eventi organizzati per l’anno speciale dedicato alla “Famiglia Amoris Laetitia”.

 

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