È quello proposto nel nuovo volume realizzato dalla Banca della Valsassina Credito Cooperativo, attraverso una guida storico-artistica composta da 70 schede descrittive. La prefazione all'opera è del cardinale Angelo Scola.

Valsassina

Un coinvolgente percorso estetico e spirituale attraverso tutta la Valsassina, sulle tracce della fede e della bellezza che sono incardinate nelle chiese della nostra Valle, un insieme variegato di templi medievali, ricche parrocchie, suggestivi santuari e cappelle alpine.

È questo il principale contenuto dell’ultima iniziativa che la Banca della Valsassina Credito Cooperativo ha voluto concretizzare proprio durante il periodo di avvicinamento al Santo Natale, realizzando una guida storico-artistica intitolata Le Chiese della Valsassina.

L’opera, composta da 70 schede descrittive con focus storici, architettonici ed artistici curati da Federico Oriani, Marco Sampietro e Marco Cortinovis grazie ad un lavoro di oltre cinque anni – ed impreziosita dalla prefazione del Cardinal Angelo Scola, Arcivescovo di Milano – vuole essere un "cammino di fede" lungo le chiese della valle, da quelle più conosciute a quelle meno imponenti; un percorso che si avvale di testi, immagini ed approfondimenti tecnici, come il glossario storico-artistico, realizzati per consentirne la fruizione da parte di un pubblico ampio e variegato.

Il volume – di cui verranno omaggiati esclusivamente tutti i Soci e Clienti della Banca – è stato presentato alla stampa nella serata del 5 dicembre scorso presso la Sala Assemblee della Banca, a Cremeno, durante un incontro aperto a tutta la cittadinanza. All’evento hanno partecipato oltre un centinaio di persone, tra le quali parecchie autorità religiose e civili.

“Con questa iniziativa” – ha dichiarato il Presidente della Banca della Valsassina, Abramo Gianola – “abbiamo voluto contribuire alla conoscenza ed alla valorizzazione del grande patrimonio culturale e spirituale che contraddistingue la nostra Valle, con la certezza che la piena consapevolezza della storia e delle radici di una comunità sia il punto di partenza ineludibile per la sua coesione ed il suo sviluppo, sociale prima ancora che economico”.

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