Grazie ai ponteggi montati per il restauro della cupola del Santuario della Beata Vergine dei Miracoli è possibile ammirare il Concerto degli Angeli di Gaudenzio Ferrari e altre opere d’arte

Santuario Saronno

Un tuffo in pieno Cinquecento, tra statue lignee di Profeti e Sibille e tra Angeli musicanti affrescati, tutto “a portata di mano”. Solo per pochi giorni, approfittando dei ponteggi dei restauratori. Un’esperienza decisamente unica. Nuova anche l’illuminazione a led dall’altissima resa cromatica, progettato da Marco Fotunati.

A Saronno, nel Santuario Beata Vergine dei Miracoli, si intende proporre non tanto una visita turistica quanto piuttosto una vera esperienza spirituale che sfiora l’estatico. In occasione dell’intervento conservativo degli affreschi, delle sculture e degli apparati decorativi della cupola del Santuario, si propone questa esperienza privilegiata. Dall’ampio piano di ponteggio collocato a livello del tamburo, a 12 metri di altezza, gli ospiti avranno modo di ammirare da vicino il Concerto degli Angeli, capolavoro di Gaudenzio Ferrari, le imponenti sculture lignee di Andrea da Corbetta e quelle di Giulio da Oggiono, tutte dipinte da Alberto da Lodi.

La progettazione e direzione dei lavori di restauro è a cura dell’architetto Carlo Mariani, specialista in restauro dei monumenti. Il restauro pittorico è opera di Laura Scarpato e Simona De Giorgi di Saronno, entrambe collaboratrici della celeberrima Pinin Brambilla (restauratrice del Cenacolo di Leonardo da Vinci). Il restauro delle sculture in legno dipinto e dorato è stato condotto dalla nota restauratrice Carola Ciprandi, specialista in opere lignee.

Gianluca Poldi, del Centro Arti Visive dell’Università degli Studi di Bergamo, con Maria Letizia Amadori, dell’Università di Urbino, ha studiato mediante tecniche diagnostiche il ciclo affrescato, scoprendo la tavolozza cromatica, i materiali impiegati e le tecniche adottate da Gaudenzio Ferrari. In particolare, le indagini hanno mostrato un inedito uso di lacche rosse e le preziose finiture in oro su pastiglie di cera. Per la salvaguardia di questi tesori il vecchio impianto di riscaldamento ad aria è stato sostituito da un nuovo e innovativo sistema radiante collocato nelle navate della chiesa a cura della GR Impianti.

«Il ringraziamento più grande – spiega monsignor Armando Cattaneo, responsabile della Comunità Pastorale Crocifisso Risorto, di cui fa parte la parrocchia del Santuario – va ai fedeli, che hanno contribuito per la gran parte della spesa finora sostenuta, dimostrando grande affetto e attaccamento al Santuario, così come alle guide e ai volontari che, coordinati da Pino Colombo, da anni accolgono pellegrini e turisti. Un ringraziamento va anche al Comune di Saronno e alla Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus». Ma questo scrigno di tesori d’arte va ben oltre l’interesse locale, nelle parole di monsignor Cattaneo: «Siamo certi che, appena arriveranno a scoprirla, anche enti e privati di portata nazionale e internazionale si innamoreranno di questa realtà unica al mondo! Non puntiamo a un grande pubblico indifferenziato, ma a chi è disposto a vivere un’esperienza spirituale, perché solo a questa condizione si possono cogliere in profondità le dinamiche artistiche qui espresse».

Se dunque l’esperienza di questa “salita in paradiso” inevitabilmente non può essere di massa, chi intende affrontarla è chiamato a essere partecipe di questo restauro che deve sentire anche “suo” e sarà quindi onorato nel sostenere questo spettacolare complesso pittorico e scultoreo con una piccola donazione.

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